ALTA TENSIONE

Askatasuna e antagonisti No Tav, blitz della Polizia

Quattordici misure cautelari nei confronti di leader storici e militanti del centro sociale torinese, principale referente dell'ala più estremista del movimento che si oppone alla Torino-Lione. Perquisizioni anche a Modena e Vicenza

Blitz della Polizia nei confronti di storici antagonisti torinesi e del nordest, impegnati da sempre nella battaglia contro la Tav. Gli uomini della Digos stanno eseguendo una serie di misure cautelari nei confronti dei leader e di militanti del centro sociale Askatasuna di Torino e di esponenti di altri centri sociali di Modena, Vicenza e Padova. Le accuse ipotizzate nei confronti sono, a vario titolo, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. In manette, tra gli altri, Giorgio Rossetto Mattia Marzuoli, capi storici di Aska, Emilio Scalzo e Olivero Fuggera.

L'indagine della Polizia, coordinata dalla procura di Torino, riguarda in particolare l’ala più oltranzista del movimento No Tav. Sono 14 in totale le misure cautelari emesse dal gip e riguardano, oltre agli appartenenti allo storico centro sociale torinese, anche diversi esponenti del centro sociale Guernica di Modena e del centro sociale Bocciodromo di Vicenza. Gli uomini delle Digos di Torino, Padova, Modena e Vicenza stanno eseguendo anche 16 perquisizioni nei riguardi di altri antagonisti e di alcuni militanti di Askatasuna indagati nella stessa inchiesta.

Una decina di giorni fa la Digos aveva denunciato 25 militanti di Askatasuna per i disordini avvenuti nell’area del cantiere Tav di Chiomonte, in Val di Susa, in occasione dell’anniversario degli scontri di Venaus del 2005.

I fatti risalgono allo scorso 27 luglio, quando, nell´ambito della quarta edizione del “Festival dell’Alta Felicità” organizzato al presidio permanente dei No Tav a Venaus, circa 3mila partecipanti alla kermesse provenienti da diverse regioni, partiti da Venaus in corteo, raggiunsero il Comune di Giaglione, percorrendo il sentiero Gallo Romano (in violazione del provvedimento interdittivo emesso dal Prefetto di Torino) fino alla “cancellata metallica” dislocata ad 1 km dal cantiere di Chiomonte. Nella circostanza, spiega la polizia, mentre un gruppo utilizzando flessibili e lanciando pietre riuscì a creare un varco nella struttura metallica, circa 100 antagonisti travisati, sulla parte alta della montagna, lanciarono grosse pietre contro i contingenti di Polizia, che furono costretti ad utilizzare alcuni lacrimogeni, ricompattandosi poi con gli altri nuclei delle forze dell´ordine dislocati nei pressi di un´altra cancellata metallica predisposta invece sul ponte del fiume Clarea, a circa 100 metri dal cantiere di Chiomonte. In quel contesto rimase ferito un operatore della Digos. Dopo poco i circa 3000 manifestanti, che nel frattempo erano riusciti a crearsi un varco e a ribaltare la cancellata predisposta sul sentiero Gallo Romano, erano giunti in parte al Ponte Clarea ed in parte avevano raggiunto alcuni sentieri della parte alta della montagna, lanciando con delle fionde circa 50 bombe carta. Contestualmente altri 300 manifestanti si erano posizionati nella parte bassa del fiume Clarea, nei pressi dei piloni dell´autostrada, cercando di attraversare il fiume per raggiungere il perimetro del cantiere di Chiomonte, mentre un altro gruppo, travisati, si era avvicinato al cancello sul ponte Clarea, lanciando diverse pietre verso gli agenti dei Reparti Mobili che con i lacrimogeni avevano disperso definitivamente i manifestanti. “Dall´attività investigativa della Digos – spiega infine la polizia – è stato possibile evidenziare il particolare ruolo assunto dai leader di Askatasuna che incitavano i facinorosi e coordinavano manifestamente tutte le condotte criminose, concorrendo altresì nella materiale esecuzione degli illeciti penali”.

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