Fiat mette Torino in cassa integrazione

Nuova vacanza forzata per i colletti bianchi del Lingotto. Stop per altre tre settimane collegate alla pausa estiva. E, nonostante le parole di Marchionne, in città cresce la preoccupazione

Nuova cassa integrazione per gli enti centrali di Fga, Fiat group automobiles. Il provvedimento, che interesserà oltre 5mila lavoratori, in prevalenza impiegati, nell’area torinese è stato annunciato oggi dall’azienda ai sindacati. Gli addetti si fermeranno per una settimana dal 30 luglio al 5 agosto, per una seconda settimana dal 27 agosto al 2 settembre e per altri 4 giorni, sempre a settembre, il 13, il 14, il 20 e il 21. L’ennesima doccia fredda in una stagione che rischia presto di surriscaldarsi a fronte della latitanza del Lingotto a fornire a istituzioni e parti sociali notizie sulle sue reali intenzioni.

 

Non sfugge che a fronte dei dati negativi che si susseguono sulle vendite del gruppo – le ultime riferiscono un calo in Francia del 9,6% e un trend stabile in Italia - il vertice continua ad esser sfuggente sul piano industriale. L’ad Sergio Marchionne nel ribadire il target previsionali per l’Italia nel 2012 di 1,4 mln di unità, contro gli 1,7 mln dell’anno scorso, è stato avaro di particolari. Mirafiori continua ad essere una spina nel fianco e anche le sempre più rassicurazioni circa il suo futuro non lasciano ben sperare. A questo punto sarebbe auspicabile un’azione da parte delle istituzioni, soprattutto locali.

 

«È la prova che siamo di fronte a episodi non isolati - commenta Federico Bellono, segretario della Fiom torinese -. La motivazione  fa riferimento alla situazione di mercato, ma è chiaro che siamo di fronte ad un problema più grande che riguarda il futuro della produzione di Torino e di Mirafiori, ma anche più in generale quello della Fiat in Italia, a partire dalle attività di ingegneria e progettazione». E per questi motivi il sindacalista della Fiom sollecita il governo a intervenire.

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