Bombe e disordini al cantiere Tav, arrestato militante di Askatasuna
15:26 Giovedì 05 Marzo 2020Una m misura cautelare e 33 denunce per gli scontri avvenuti lo scorso 7 dicembre in Valsusa. Protagonisti gli antagonisti giunti a Giaglione per "celebrare" l'anniversario della "liberazione" di Venaus
Una misura cautelare ai domiciliari è stata eseguita dalla Digos di Torino, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura, nei confronti di Alessandro Rapisarda, 28enne militante del centro sociale Askatasuna, per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento seguito da incendio ed inottemperanza a provvedimenti dell’Autorità, commessi nella serata dello scorso 7 dicembre durante una mobilitazione. Quella sera, una settantina di attivisti aderenti all’ala oltranzista del movimento No Tav e alcuni antagonisti giunti da altre parti d’Italia per celebrare la “storica” ricorrenza dell’8 dicembre 2005 a Venaus, quando i manifestanti si scontrarono con le forze dell’ordine per liberare i terreni espropriati per il progetto, dal campo sportivo di Giaglione hanno percorso in corteo il sentiero Gallo Romano fino a raggiungere la cancellata metallica predisposta a pochi metri dal cantiere di Chiomonte. Lì dopo aver dato fuoco a cataste di legna, alcuni soggetti travisati, tra cui il giovane agli arresti domiciliari, è iniziato il lancio di bombe carta e pietre all’indirizzo dei contingenti di polizia e carabinieri, rendendo necessario l’utilizzo di lacrimogeni per disperdere i facinorosi.
Nell’ambito della medesima indagine sono stati denunciate dalla Digos altre 33 persone per danneggiamento seguito da incendio ed inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, sette dei quali anche per violazione del foglio di via obbligatorio da Giaglione. Nei confronti dei 34 denunciati verranno anche emesse contravvenzioni amministrative per violazione della legge regionale sugli incendi boschivi nonché adottati dal Questore di Torinofogli di via dai Comuni interessati dalla Tav.



