GIUSTIZIA

Tangenti sul Coronavirus

Stavano intavolando una trattativa per sfruttare l'emergenza sanitaria. Arrestato un dipendente del Comune di Nichelino e un rappresentante di una ditta di pulizie. Al centro l'affidamento delle attività di sanificazione e disinfezione di immobili comunali

Due persone sono state arrestate in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza di Torino. L’accusa per  Antonio Pastorelli, dipendente del Comune di Nichelino, cittadina della prima cintura torinese, e una dipendente di una ditta di pulizia con sede nel torinese, Michelina Marchese, è di corruzione. Il loro arresto è avvenuto mentre stavano intavolando una trattativa per sfruttare l’emergenza coronavirus. I finanzieri hanno sequestrato 8 mila euro in due mazzette, da 5 e 3mila euro, per le procedure di aggiudicazione di contratti per servizi di pulizia. L’operazione, denominata”Linda”, è stata condotta dai baschi verdi del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Torino e coordinata dalla locale Procura della Repubblica.

Tra i servizi oggetto delle trattative, si annovera, tra l’altro, anche l’affidamento dell’attività di sanificazione e disinfezione di immobili del Comune di Nichelino in relazione all’attuale emergenza sanitaria. L’operazione che ha portato ai due arresti, scaturisce dalle indagini nei confronti del dipendente del Comune di Nichelino, nella sua veste di presidente della Commissione della “gara regionale centralizzata per l’affidamento dei servizi di pulizia di immobili e servizi accessori a ridotto impatto ambientale per Regione Piemonte”, per presunte irregolarità mirate ad agevolare un’impresa di pulizie pugliese, presso la quale, peraltro, aveva già lavorato suo figlio, a tempo determinato. Il pubblico dipendente tratto in arresto ha anche gestito, come responsabile unico del procedimento, l’affidamento temporaneo dei servizi di pulizia al Comune di Nichelino, che risulta essere stato affidato proprio all’azienda pugliese, in attesa dell’aggiudicazione definitiva del suddetto appalto regionale il quale, tra i vari lotti, prevede anche il servizio di pulizie allo stesso Comune. In tale contesto, si inserisce la dipendente dell’azienda di pulizie della provincia torinese la quale, nel ruolo di mediatrice, su indicazione del suo titolare, amico del proprietario dell’azienda pugliese, ha effettuato la consegna del denaro poi sottoposto a sequestro. Il titolare dell’azienda piemontese si è quindi prestato ad anticipare il denaro, attesa l’impossibilità, da parte dell’impresa pugliese, di inviare a Torino un proprio emissario: impossibilità dovuta proprio alle misure restrittive, che ha costretto costui ad interrompere il viaggio aereo verso il Nord.

“Non nascondiamo lo stupore per un comportamento che, se dimostrato, amareggia profondamente. Aggravato anche in funzione del tragico momento che sta attraversando il paese a causa del Covid-19 e pure alla vigilia del 21 marzo, la Giornata della Lotta alle Mafie”. È quanto dichiarano Giampiero Tolardo e Michele Pansini, rispettivamente sindaco e assessore alla legalità di Nichelino. “Il Comune è del tutto estraneo alla vicenda, questo è fuori discussione. Ma qualora le indagini degli inquirenti confermassero quanto imputato al funzionario, l’Amministrazione Comunale si considererà parte lesa e tutelerà la propria immagine in tutte le sedi e con tutti gli strumenti che la legislazione mette a disposizione”. 

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