OPERE & OMISSIONI

"Metro 2 deve essere pubblica",  altolà del M5s ad Appendino

La maggioranza si oppone all'ipotesi di un partenariato pubblico-privato per realizzare l'opera. "Non è l'indirizzo politico che ha dato il nostro gruppo". Senza nuovi fondi statali non parte neanche il primo lotto. La sindaca parla col ministro De Micheli e tira dritto

Il partenariato pubblico-privato per la realizzazione della seconda linea della metropolitana di Torino “non rappresenta la linea politica del Movimento 5 stelle”. Come prevedibile arriva puntuale l’altolà della maggioranza a Chiara Appendino dopo che ieri è stata diffusa una relazione tecnica dei massimi dirigenti di Palazzo Civico in cui si prospettava l’ipotesi di un’apertura ai privati per il finanziamento e la gestione di un’opera che complessivamente vale quasi 5 miliardi di euro e per la quale finora il Comune può contare su un contributo del Governo da 828 milioni.

Tanti, ma non bastano neanche per il primo lotto. Per questo la sindaca è tornata a guardare verso una soluzione che prevede l’intervento dei privati così come peraltro aveva in animo la passata amministrazione di centrosinistra. “In una situazione come quella attuale, dove l’emergenza per il Covid-19 imporrebbe di evitare strumentalizzazioni e polemiche politiche, è necessario precisare che la strada principale sia quella di un finanziamento statale” dice la capogruppo M5s Valentina Sganga in una nota firmata assieme al collega Roberto Malanca, presidente della commissione Trasporti.

“Abbiamo chiesto, e ribadiamo alla sindaca, che è necessario far sentire la voce di Torino al governo per avere un finanziamento complessivo dell’intera opera così da dare una boccata d’ossigeno fondamentale ad aree della città che già oggi sono in difficoltà, come la periferia Nord”. L’esecutivo, però, ha già fatto molto, stanziando dei fondi quando ancora non era stato neanche approvato il progetto preliminare. Possibile possa allargare ulteriormente i cordoni della borsa? Chissà.

“Il nostro auspicio – conclude Sganga – è che si possa partire con la progettazione esecutiva quando l’emergenza sarà rientrata e che a quel punto, con i decreti economici che il Governo sta preparando, ci siano le risorse per far partire i lavori il prima possibile”.

Una resistenza garbata, ampiamente attesa dalla sindaca che procede sulla strada tracciata, forte di una sponda solida nell’esecutivo giallorosso. “Stiamo studiando insieme al Governo le modalità per accelerare l’opera e per immettere più risorse sul nostro territorio, valutando anche un eventuale partenariato pubblico-privato ma solo se economicamente sostenibile” dice Appendino dopo essersi confrontata questa mattina in videoconferenza con il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli. Il ministro “ha ribadito l’importanza di quest’opera – sottolinea Appendino – e condiviso la necessità di lavorare insieme per trovare la procedura amministrativa che permetta di accelerare e di poter utilizzare la leva degli 828 milioni stanziati in Finanziaria nel miglior modo possibile”. Con il Governo e Cassa Depositi e Prestiti, dunque, il Comune sta studiando la possibilità di una nuova modalità di compartecipazione, in deroga alle percentuali fra parte pubblica e privata del 51 e 49 per cento. “Avevamo escluso il project financing – ricorda la sindaca – perché non sostenibile economicamente, ora stiamo vagliando un’altra ipotesi, di una diversa forchetta, che renda il partenariato sostenibile per far arrivare più risorse sul territorio. Siamo nella fase di valutazione e il Mit ha avviato una cabina di regia che per 20 giorni lavorerà sulle diverse infrastrutture strategiche, fra le quali la Metro 2”. E a dimostrazione dell'asse tra sindaca e ministro arriva anche un riscontro direttamente dal Mit dove fonti interne fanno sapere che la Da Demicheli si è spesa in prima persona per finanziare l'opera e che il colloquio con Appendino è stato cordiale. Nel decreto "Crescita" di aprile verranno proposte una serie di semplificazioni e riguarderanno anche la realizzazione della metropolitana di Torino.

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