Unioni civili, i catto-dem rilanciano

Lepri, Gariglio, Merlo e Taricco presentano un ordine del giorno alla direzione regionale del Pd: “La linea del partito resti nell'alveo tracciato dal documento Bindi”. E la discussione si accende

Nessuna deviazione o derive zapateriste: sul tema delle unioni civili il Pd una posizione ce l’ha ed è quella elaborata dal Comitato diritti guidato dal presidente nazionale del partito Rosy Bindi. Lì sono contenuti «i principi comuni che dovrebbero animare la cultura politica dei democratici in materia di diritti. Il documento è stato largamente condiviso nelle sue linee di fondo e nella sua impostazione generale, pur nella pluralità di sensibilità e di posizioni sui singoli punti». Lo affermano con forza i consiglieri regionali Stefano Lepri, Davide Gariglio, Mino Taricco e il parlamentare Giorgio Merlo, promotori di un ordine del giorno sul tema presentato alla direzione piemontese. Una questione, quella delle unioni civili e agli interventi legislativi in materia di famiglia che da settimane lacera il Pd.

 

Il testo, che si contrappone all’ordine del giorno lanciato nei giorni scorsi da una vasta area “laica” del partito, riafferma che è la famiglia “la forma primaria della socialità”, pur non negando che vi è una “pluralità di forme di convivenza che svolgono una funzione importante nella realizzazione delle persone e nella creazione di un più forte tessuto di rapporti sociali”, realtà “meritevoli di riconoscimento e tutela” ma “secondo tecniche e modalità rispettose, da un lato, della posizione costituzionalmente rilevante della famiglia fondata sul matrimonio ai sensi dell’art. 29 Cost. e della giurisprudenza costituzionale che anche recentemente ne ha dato applicazione, dall’altro, dei diritti di ogni persona a realizzarsi all’interno delle formazioni sociali”. Tutti hanno diritto, anche gli omosessuali, “di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”. Ma non si parli di matrimoni gay.

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