EMERGENZA ECONOMICA

"Aiuti rapidi e poca burocrazia", imprenditori preda del racket

Scampati al virus potrebbero facilmente finire vittime di usura ed estorsione. L’allarme del questore di Torino De Matteis: “La crisi terreno fertile per la criminalità". Monitorati passaggi di proprietà sospetti. Prestiti a tassi capestro per rilevare le attività

«Le istituzioni devono stanziare rapidamente fondi a favore degli imprenditori colpiti dall’emergenza Covid, che in mancanza di liquidità e senza potere accedere al credito “formale”, rischiano di piegarsi all’usura». Così il questore di Torino Giuseppe De Matteis, che all’Agi ha ribadito l’attenzione delle forze dell’ordine nei confronti di fenomeni quali usura ed estorsione, che con il diffondersi della pandemia e i danni economici causati dal virus trovano terreno fertile.

«Ci stiamo muovendo su precise direttive del capo della polizia Gabrielli – spiega De Matteis – non dimentichiamo che l’Italia è stato il primo Paese europeo costretto a confrontarsi con l’emergenza Coronavirus, una situazione inedita per tutti. Ci attende una crisi economica senza precedenti, con la criminalità organizzata che in momenti simili ha sempre mostrato una particolare attitudine a cogliere nuove fonti di guadagno illecito. Oggi alcune attività sono diventate più importanti di altre, penso alle imprese di pulizia, a quelle che si occupano di smaltimento dei rifiuti o che producono mascherine e dispositivi di sicurezza. È in queste aziende che si concentrano i capitali ed è qui che le mafie cercheranno di insinuarsi». L’attività della polizia è capillare e continua, ma se le forze dell’ordine sono attrezzate per intercettare movimenti “anomali” nelle imprese (ad esempio monitorando passaggi di proprietà sospetti), più complicato è risalire ai fenomeni illeciti perpetrati ai danni dei singoli cittadini.

«Occorre un canale privilegiato che garantisca alle vittime la riservatezza nel denunciare – osserva De Matteis – molte persone non si rivolgono alle forze dell’ordine per paura e vergogna». Prima della pandemia i dati su estorsioni e usura in provincia di Torino erano sotto controllo: nel 2019 la polizia ha registrato 336 casi di estorsione e 8 di usura, mentre nei primi tre mesi del 2020, i casi di estorsione sono 73 e 3 quelli di usura. «Numeri che rischiano di aumentare – aggiunge il questore – insieme alla Lombardia il Piemonte è tra le realtà più interessate dalla crisi di liquidità della piccola e medio impresa, per questo motivo occorre snellire la burocrazia e sbloccare al più presto i contribuiti a favore dell’imprenditoria». Si calcola che i tassi degli usurai possano toccare il 2% alla settimana, e quindi l’8% al mese e fino all’80% all’anno. «Nella maggior parte dei casi – conclude De Matteis – dopo il primo prestito subentra nell’imprenditore l’incapacità di saldare il debito. La criminalità riesce così a ottenere l’impresa a un prezzo di favore. È quello il fine ultimo delle mafie, mettere in circolo denaro sporco e appropriarsi di imprese pulite». A lanciare l’allarme anche l’Osservatorio regionale sui fenomeni di usura del Piemonte che, nell’ultimo incontro, ha evidenziato che l’aumento di persone a rischio è nell’ordine di 1 a 

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