Riparti Piemonte: Confartigianato, Bonus a più categorie 

"Solo una percentuale minima dei nostri associati ha fatto richiesta di accesso al cosiddetto bonus Piemonte. Non solo per la difficoltà e lentezza burocratica per lo svolgimento della pratica, ma perché moltissimi codici Ateco, che riguardano l'artigianato, sono rimasti esclusi dalla legge regionale del 15 maggio. Infatti molte attività che risultano economicamente danneggiate dall'emergenza sanitaria non sono state inserite nel Bonus Piemonte". Lo sottolinea Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino. "Mi riferisco, ad esempio - spiega - al settore fotografia, che ha visto un crollo del 100% del fatturato a causa della mancanza di commesse dovute all'annullamento delle cerimonie ed eventi. Molte di queste piccole imprese, sebbene siano rimaste aperte, è come se fossero state chiuse, ma proprio in quanto aperte, non sono state comprese né nelle misure di sostegno previste dal Governo per le attività sospese, né in quelle del bonus Piemonte. Con la fase due, molte categorie artigiane sono, di fatto, ferme. Mi riferisco anche alla moda, alle sartorie, ai calzolai. La nostra associazione chiede, quindi, di ampliare le categorie artigiane che dovrebbero beneficiare di misure straordinarie per poter davvero ripartire e per considerare la fase due come un nuovo inizio e non come una falsa partenza". 

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