OPERAZIONE SPARTITO

Un commissario per il Regio

Incalzata per l'indagine che ha colpito l'ex sovrintendente Graziosi e il grillino Guenno, la sindaca coglie la palla al balzo per sparigliare, prendendo a pretesto l'ennesimo buco di bilancio. Cirio e le fondazioni bancarie si schierano al suo fianco. Parola al ministro Franceschini

Mentre l’inchiesta della Procura di Torino spulcia nel passato recente del Teatro Regio, nuvoloni si addensano anche sul suo futuro. Il bilancio consuntivo dell’anno appena passato registra un passivo di 2,3 milioni di euro e qui poco centra l’emergenza sanitaria – che pure viene evocata nella nota di Palazzo Civico – che com’è noto ha piuttosto aggravato una situazione già estremamente compromessa con conseguenze che saranno certificate nei prossimi mesi. La crisi è tale – si legge nel comunicato – che non si procederà al ripiano delle perdite, richiedendo al ministro dei Beni culturali la nomina di un commissario ministeriale per operare il necessario e improcrastinabile risanamento strutturale dei conti dell’ente lirico torinese, la cui criticità è nota da anni. E dire che il risanamento dei conti e il rilancio del Regio era esattamente l’obiettivo che Chiara Appendino aveva affidato nella primavera del 2018 a William Graziosi, che da ieri figura tra i quattro iscritti al registro degli indagati, assieme al corista e militante grillino Roberto Guenno, accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio.

Riguardo alla bufera giudiziaria la prima cittadina sorvola, lasciando che siano i suoi consiglieri – con gran sprezzo del ridicolo – a commentare, esprimendo “amarezza per un sistema molto attrezzato che resiste cieco e sordo nel mantenimento dei suoi privilegi, passando sopra alle poche persone che hanno provato a cambiarlo”. Parole e musica di Massimo Giovara, di professione attore e politico per vocazione, che a Palazzo Civico è presidente della Commissione Cultura. E così un partito che oggi esprime il Presidente del Consiglio, svariati ministri e parlamentari, i sindaci di Roma e Torino si ritroverebbe, secondo il pentastellato, ancora una volta vittima di un fantomatico “Sistema”.

E mentre Giovara rimesta nel passato e quasi si dichiara prigioniero politico, la prima cittadina è già proiettata al futuro: “Il Teatro Regio ha bisogno di ripartire senza essere condizionato dai vincoli di uno stato debitorio pesante: una situazione non ripianabile alla luce dell’attuale contesto, se non attraverso un intervento straordinario e la nomina di un commissario risponde proprio a questa esigenza” dichiara. Assicurando che chiederà lei stessa al ministro Dario Franceschini “di individuare insieme la giusta figura che possa traghettare il nostro Teatro in questa fase delicata, garantendo continuità alla gestione e alla programmazione artistica”. E vuoi che Franceschini, il quale in queste ore è tornato a parlare di alleanza organica e permanente tra Pd e M5s, non corra in soccorso della sindaca grillina?

Una tempistica quantomeno "sospetta", la necessità forse di dare un segnale a chi lavora alacremente dalle parti di corso Vittorio. Un messaggio in codice che decripato potrebbe suonare più o meno così: "La sindaca non ha alcun interesse di partito, né tantomeno privato, nel Regio e l'azzeramento di tutte le cariche ne sia la dimostrazione".

Alla decisione si allineano anche la Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, soci dell’ente lirico: “In considerazione del perdurante stato di disequilibrio nella gestione del teatro Regio, che costringe ogni anno a impegni aggiuntivi di risorse, peraltro non risolutivi della situazione, siamo d’accordo nel sostenere un’azione coraggiosa della Città finalizzata alla necessaria ristrutturazione della gestione del Teatro, non più rinviabile”.

A farne le spese è il povero Sebastian Schwarz, nominato a luglio sovrintendente dopo un bando pubblico, insediatosi a settembre che ora è di fronte a un bivio: accettare un ridimensionamento e accontentarsi di un ruolo legato essenzialmente all'attività artistica, oppure tagliare la corda e salutare Torino

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