OPERE & OMISSIONI

La Tav sui banchi di scuola

Per troppo tempo si è lasciato spazio ai detrattori, ora è tempo che i giovani possano conoscere le opportunità di questa grande infrastruttura, coerente con il Green Deal. Il governatore Cirio: "Creiamo un grande movimento di opinione pubblica popolare"

“Tav fa rima con verde, fa rima con la tutela dell’ambiente”. Lo ha affermato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, a margine del convegno “'Prendiamo il treno del green deal” organizzato al castello di Novara sul valore ambientale della Torino-Lione. “È l’esatto contrario di una certa vulgata che qualcuno ha voluto trasmettere nell’opinione pubblica – ha aggiunto – il treno inquina meno della gomma, di un camion, è naturale. Questa posizione deve essere trasmessa sempre di più, anche ai giovani e nelle scuole, per dimostrare che questa opera è fondamentale per il futuro del Piemonte”.  Per il governatore “quando si parla di Tav è parlare di Lisbona-Kiev, di Genova-Rotterdam, che sono le due grandi direttrici su cui viaggeranno tutte le merci europee. Queste direttrici si incontrano in Piemonte, che diventerà crocevia internazionale delle merci. Il Piemonte diventerà ancora di più retroporto naturale di Genova e di Savona”. Questo è l’orizzonte dei prossimi anni. “Il Piemonte ha davanti un futuro di sviluppo, di logistica, di trasporti – ha proseguito Cirio – la connettività non è solo quella del web, della telefonia e della Tv, ma la connettività passa anche da strutture sane e pulite come quelle della ferrovia, che sono il futuro su cui investire”.

Un’opera strategica che rispetta l’ambiente e dovrebbe essere portata anche nelle aule scolastiche. “Per troppo tempo si è lasciato spazio a chi ha detto il contrario senza porre delle argomentazioni nostre per smentire le parole dei detrattori. Ricordiamo che l’Europea decise di far passare l’alta velocità a sud delle Alpi e non a Nord come voleva la Germania grazie ad un governo autorevole. Di conseguenza non possiamo perdere questa occasione, ovvero quella di trasformare il Piemonte in un crocevia del tratto nazionale delle merci”. Il presidente Cirio propone poi un dibattito aperto con i cittadini e i ragazzi nelle scuole sul tema: “Spieghiamo la Tav ai nostri ragazzi e bambini, dobbiamo creare un grande movimento di opinione pubblica popolare dove tutti si sentano un po’ partecipi di questo straordinario intervento”. Il governatore ha elencato poi le altre opere centrali: “L’Asti-Cuneo, la pedemontana e il collegamento Novara-Vercelli che si è reso ancora più attuale oggi guardando le conseguenze della calamità che ha colpito la nostra Regione”.

Sull’esigenza di diffondere le opportunità della Tav nelle scuole coglie la palla al balzo è il rappresentante dell’Università del Piemonte Orientale Massimo Cavino che immagina le grandi opere portate nelle aule universitarie: “Si potrebbero spiegare: è inopportunità da cogliere”. E dalla direzione sviluppo sostenibile e sicurezza Telt, la direttrice Manuela Rocca sottolinea come la ferrovia ha un “ruolo centrale nella transizione ecologica. Il 2021 sarà l’anno del trasporto ferroviario. È centrale l’uso efficiente delle risorse passando a un’economia pulita e circolare. Come Telt salvaguardiamo la natura e la biodiversità, come nel caso della specie di farfalla Zerynthia. La nostra azione è guidata da attività innovative e sostenibili”.

All’incontro, cui hanno preso parte i rappresentanti della Regione, le università piemontesi e i principali protagonisti dei progetti e cantieri per le grandi opere nel nord-ovest, è intervento alla tavola rotonda conclusiva Mario Virano, direttore generale di Telt, soggetto promotore della Torino-Lione. Virano definisce il lancio del Green Deal “un fatto epocale perché significa che il tema ambientale diventa il nuovo paradigma dell’economia. E questo si porta dentro il messaggio che il Green Deal viaggia in treno. Oggi, dunque – ha proseguito – raccontiamo le grandi opere, in particolare la nostra, con un’angolazione diversa, figlia sia di questa situazione generale legata al Green Deal sia del fatto che stiamo uscendo dalla fase della contrapposizione più radicale. Credo – ha sottolineato – che tutti abbiano preso atto che l’opera è irreversibile, anche gli oppositori. Siamo usciti dalla fase in cui eravamo obbligati a difenderci, a difendere l’opera, fase che rendeva complicato socializzare l’effetto rete”. Un effetto fondamentale secondo il direttore di Telt. “Se vogliamo essere competitivi con le megalopoli asiatiche, senza rinunciare ai nostri elementi identitari – ha concluso – l'unico modo è che le nostre città, che sono per lo più sotto il milione di abitanti, si mettano in rete, che andare da una città all’altra sia come oggi andare da un quartiere all’altro. Questo significa che noi possiamo competere con un sistema pluralistico all’interno di una competizione mondiale e io mi ostino a pensare che anche questo è ambiente”.

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