Lega, dopo le ferie via i doppi incarichi

Nessun via libera da Maroni: a settembre Maccanti dovrà lasciare l'assessorato e Cota avviare il percorso per la sua sostituzione al vertice del partito. Tatticismi per rimandare il rimpasto

Non c’è stato alcun placet accordato dal segretario federale a chicchessia. Elena Maccanti lascerà la sua poltrona di assessore regionale e Roberto Cota dovrà avviare il percorso per la sua successione alla segreteria nazione della Lega Piemont. «La norma che vieta i doppi incarichi – spiega allo Spiffero un autorevole componente lombardo dell’organo dirigente del Carroccio - è scritta a chiare lettere nel regolamento e la non retroattività, riservata peraltro a casi particolari, non può essere un alibi per disattenderne l’applicazione. Con buon senso è stato semmai concesso il tempo necessario a quanti sono in tali condizioni per allinearsi alle nuove direttive». Nessuna deroga, quindi, per gli esponenti piemontesi? «Manco per sogno – ribadisce il nostro anonimo interlocutore -. Maroni e con lui la Lega si gioca tutta la credibilità in quella che ha giustamente chiamato una piccola, grande rivoluzione che apre nuovi spazi, soprattutto ai giovani». E racconta che alla riunione c'era chi, a cominciare dal governatore veneto Luca Zaia, avrebbe voluto misure ancor più stringenti.

 

In questo quadro – e con tutte le cautele del caso quando si butta l’occhio nelle vicende domestiche leghiste  – subito dopo la pausa estiva la questione dovrà essere affrontata e risolta. Al momento, l’arrocco del presidente sulla Maccanti pare più un espediente tattico per allentare la morsa pidiellina sul rimpasto di giunta che una vera strategia politica. A settembre le verrà chiesto di fare un passo indietro, da assessore e da segretaria cittadina di Torino. Più complicato e accidentato è il percorso che attende Cota. Maroni lo ha detto e ridetto più volte, ben prima del varo del nuovo regolamento: deve lasciare la segreteria nazionale, anche come segnale di discontinuità con il vecchio modus vivendi (e operandi) da cui Cota ha tratto non pochi benefici per la sua fulgida carriera politica. L’obiettivo di una parte consistente di via Bellerio – che ha in uggia il governatore molto più del loro capo - in sintonia con la fronda – ben celata ma in espansione – interna al partito piemontese è quello di sottrargli la responsabilità di comporre le liste per le prossime elezioni politiche. Come dicono da quelle parti: a sarà düra!

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