Internet: polizia postale, nel 2020 aumento di reati via web

Attacchi hacker, pedopornografia e truffe via web. Il 2020 appena passato, complice il lockdown, ha registrato un incremento dei reati informatici. E' quanto si ricava dal resoconto dell'attività operativa del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Piemonte e Valle D'Aosta. Gli operatori si sono concentrati su oltre 1300 casi per un totale di 224 indagati. Tra le indagini più significative contro la pedopornografia online c'è stata l'operazione "50 Community", condotta dalla polizia postale torinese nei confronti di 50 persone: quattro gli arrestati. Il materiale veniva scambiato attraverso servizi di messaggistica istantanea. Un altro arresto è scattato invece durante l'operazione "Luna Park". Nell'ambito delle truffe online, nel corso del 2020 sono stati trattati complessivamente 98.000 casi. 500 le denunce, tra queste prevalgono le truffe di e-commerce, circa 418; dodici quelle presentate invece per truffe di natura sentimentale. Tra le denunce raccolte dalla polizia postale torinese anche quelle che riguardano il falso trading online: 53 raccolte per un danno di circa 2 milioni di euro. Sono stati 14 i casi di "sextortion" nel Torinese, in cui le vittime erano costrette a pratiche sessuali in cambio della mancata divulgazione di immagini e video in rete. Due casi di "revenge porn", mentre per i reati di minacce e molestie attraverso i social sono stati circa cento. Per quanto riguarda gli attacchi informatici in Piemonte sono stati denunciati 286 casi: tra questi 181 denunce per accesso abusivo, 20 per inoculazione di malware e 85 per sostituzione di persona/furto di identità digitale. Sette arrestati e 32 indagati nel Torinese per frodi finanziarie informatiche. Infine oltre duecento segnalazioni relative a gruppi, pagine, profili di social network sono arrivate alla polizia postale relative al "cyber terrorismo": molte le piattaforme di comunicazione monitorate anche in contrasto alla diffusione di fake news.

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