PROFONDO ROSSO

Regione, già mancano 250 milioni

Tra minori entrate per 150 milioni e maggiori spese dovute alle rate dei mutui il bilancio di piazza Castello parte con risorse al lumicino. "Non graveremo sulle generazioni future" assicura Cirio. Ma non spiega dove si andrà a tagliare

Se il 2020 è stato l’anno dei contributi a fondo perduto per sterilizzare, quanto più possibile, gli effetti delle restrizioni dovute al Covid, nel 2021 la Regione Piemonte dovrà stringere la cinghia per far fronte al combinato disposto di minori entrate e maggiori spese sui mutui che graverà per circa 250 milioni. Una cifra monstre che ridurrà in modo sensibile la capacità di spesa di un ente che si ritrova a dover fronteggiare gli effetti dell’epidemia senza più neanche una centesimo di fondo cassa su cui far leva. Secondo i conti elaborati dall'assessorato al bilancio, infatti, nell’anno appena iniziato il costo dei mutui contratti negli anni passerà da 431 milioni del 2020 a 555 milioni, con un incremento di 124 milioni dovuti non a nuovi debiti ma alla fine dell’effetto generato dalla sospensione delle quote capitali e delle rinegoziazioni ottenute nell’anno passato.  

Le minori entrate, invece, oscillano tra i 120 e i 150 milioni di euro, considerando anche il minor gettito derivante dalle attività di recupero dell’evasione. Va detto, su questo, che nel bilancio pluriennale dell'anno scorso, probabilmente si era ecceduto in ottimismo, quando sul recupero dell'evasione del bollo erano stati posti 200 milioni, quattro volte la cifra che recuperava la precedente amministrazione. Ad ogni buon conto, le minori risorse saranno tra i 244 e i 274 milioni, dunque una stima che si attesta attorno ai 250 milioni potrebbe essere addirittura una stima ottimistica. 

Il tutto dopo un 2020 già molto difficile con una perdita secca di quasi 200 milioni solo parzialmente rimborsata dalla Stato con 139 milioni (di cui 41 milioni da restituire in rate annuali per i prossimi dieci anni). “L’input che ho dato è di scrivere il bilancio della Regione in modo da non gravare sulle generazioni future – afferma il governatore Alberto Cirio –. E, nelle difficoltà che tutti potete immaginare, ci stiamo riuscendo. L’equilibrio del bilancio della Regione è il nostro faro assoluto, quest'anno fra l'altro siamo riusciti a diminuire il disavanzo più delle attese, per 325 milioni”.

A questo punto resta da capire come inciderà una così corposa mancanza di risorse e dove la giunta deciderà di tagliare. Quali servizi, quali contributi, in quali settori fermo restando che tutti – chi più chi meno – proprio nel 2021 subiranno ancora gli effetti del coronavirus: dalla cultura al turismo, dallo sport all’università.

Il bilancio pareggia a 18 miliardi di euro, ma di questi una parte consistente – 8,8 miliardi – sono vincolati per la sanità. E se si escludono le partite di giro e i fondi vincolati per le politiche regionali restano poco meno di 3,1 miliardi. Di questi, le spese obbligatorie valgono complessivamente 1,057 miliardi. Ed è sui 2 miliardi rimanenti che andrà applicato il taglio di 250 milioni che dunque vuol dire una riduzione di spesa intorno al 12 per cento.

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