Fiat, la Serbia sfugge agli impegni

Problemi nella joint-venture con Belgrado, attraverso cui il Lingotto produce la nuova monovolume 500L. Ritardi nei versamenti e nei lavori. “Torino irritata”, dice un giornale locale

Proprio nei giorni in cui la Fiat avvia l’esportazione sui mercati europei della nuova monovolume “500L”, prodotta in Serbia, il vertice del Lingotto avanza «serie obiezioni» circa la cooperazione con il governo di Belgrado. La tensione è tale che la pazienza degli italiani «sta lentamente finendo». Lo scrive il quotidiano locale Press, mettendo suonando l’allarme all’esecutivo serbo, che possiede il 33% del nuovo stabilimento di Kragujevac, in joint venture con il Lingotto, che ne detiene il 67%.

Il vertice del Lingotto, riferisce il giornale, «lamenta tre principali obiezioni» rispetto ai mancati impegni del suo partner, che è tenuto a partecipare al maxi investimento di circa un miliardo di euro, con una quota di oltre 200 milioni, in parte sotto forma di nuove infrastrutture di sostegno alla fabbrica.

«Innanzitutto - si legge - lo Stato (serbo) in qualità di co-proprietario della fabbrica, deve ancora 60 milioni di euro». In aggiunta, si registra «un sostanziale ritardo dei lavori di costruzione del nuovo bypass stradale intorno a Kragujevac, così come della nuova bretella di congiunzione della città all'autostrada Belgrado-Nis (sud)», il principale asse stradale del Paese, parte del corridoio pan-europeo n. 10.

 

Secondo la ricostruzione del quotidiano serbo, «il problema è che lo Stato ha a lungo rimandato il pieno adempimento dei suoi impegni» sul dossier Fiat. «I leader dell’azienda italiana - aggiunge Press - hanno ripetutamente concordato di posticipare alcune scadenze ed hanno mostrato grande comprensione, ma la loro pazienza sta lentamente finendo».

 

«Qualche mese fa – ricostruiscono i redattori serbi - ci fu un contenzioso sul pagamento di 80 milioni di euro dal budget pubblico, destinati alla produzione della 500L. La disputa è stata poi risolta in qualche modo e agli italiani è stato promesso che i pagamenti sarebbero proseguiti regolarmente o, al peggio, con un ritardo minimo». Nel frattempo «è iniziata comunque la produzione della “Fica” serba (la nuova 500L, ribattezzata con il nome dell’automobile identica alla vecchia 600, che veniva prodotta in Jugoslavia su licenza Fiat, ndr)» osserva Press.

 

Ivica Dacic, premier del neo insediato governo serbo nazionalista moderato, aveva annunciato che già nel corso di questa settimana «14 treni al giorno» inizieranno ad esportare sui mercati europei la nuova 500L da Kragujevac. Inoltre, «diverse centinaia di camion» si riverseranno d’ora in poi ogni giorno in città, per rifornire la fabbrica dei componenti della vettura in produzione. Il rischio è che, senza le nuove infrastrutture stradali completate, la cittadina della provincia serba vada in tilt.

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