'Ndrangheta: boss prima elezioni, 'diamo una mano a Rosso'

"Se Rosso è una brava persona, vediamo di dargli una mano ...". La 'ndrangheta che si occupa di politica in Piemonte: di questo si è parlato oggi nell'aula bunker delle Vallette a Torino alla ripresa del processo Fenice-Carminius, che fra gli imputati annovera l'ex assessore regionale Roberto Rosso per voto di scambio. Un maresciallo del Gico della guardia di finanza si è soffermato sulla figura di Francesco Viterbo, personaggio legato alla criminalità organizzata calabrese, condannato con rito abbreviato a 7 anni e 7 mesi, raccontando del suo interessamento, nel 2019, alla candidatura di Rosso alle regionali e amministrative del Comune di San Gillio, dove, con i suoi interlocutori, "analizzava l'andamento delle consultazioni ed esprimeva giudizi; suggerì anche il nome di un possibile candidato sindaco, il quale rinunciò perché non poteva conciliare l'impegno con l'attività di commercialista". Secondo l'investigatore, Viterbo aveva contatti con Benedetto Nicotra, ex deputato e sindaco di Santena, e diceva di conoscere "diversi esponenti politici", tra cui Osvaldo Napoli, consigliere comunale a Torino. Quanto a Rosso, il maresciallo ha citato una conversazione che Viterbo ebbe con una donna durante le discussioni su San Gillio: "Per la Regione ti dico un nome: Rosso. Cosa ne pensi?". Alla risposta "brava persona, lo stimo", disse "Allora vediamo di dargli una mano".  

Era Ornella Toselli, che qualche mese dopo, nell'ottobre del 2019, diventò presidente della Consulta femminile della Regione Piemonte, la donna a cui Francesco Viterbo rivolse l'invito a "dare una mano" a Roberto Rosso alle elezioni regionali. Gli avvocati hanno fatto presente che Toselli, da quanto si ricava da una intercettazione, rispose "io devo appoggiare Tronzano perché è di San Gillio e siamo amici fin da bambini". Durante l'audizione, il maresciallo ha anche parlato del "lungo rapporto di conoscenza" tra Roberto Rosso e Vincenzo Mittica, personaggio che in ambienti investigativi "era considerato vicino alla cosca Ursino di Gioiosa Ionica", senza però affermare che il futuro assessore regionale fosse consapevole di questo aspetto. Le difese hanno sottolineato che alle comunali di San Gillio la lista appoggiata da Viterbo perse le elezioni: "Ha fatto schifo", avrebbe detto il presunto boss durante una telefonata all'ex deputato Benedetto Nicotra.

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