Frode milionaria, Gdf Torino esegue 3 arresti e sequestra 7 mln

La Guardia di Finanza di Torino sta dando esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare e a un decreto di sequestro preventivo emessi dal Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale nei confronti di tre soggetti indagati per frode fiscale. Uno dei tre, peraltro, fino a febbraio 2020 ha percepito il reddito di cittadinanza, cosicché la sua posizione sarà comunicata all'Inps di modo da procedere al recupero di quanto indebitamente ottenuto. Le indagini, condotte dai finanzieri del 2 Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo Torino hanno consentito di disvelare le condotte illecite perpetrate da due fratelli, dipendenti di una società operante nel settore delle saldature di condotte per impianti industriali, i quali, avvalendosi della collaborazione di un terzo soggetto, avevano creato ad hoc tre imprese a quest'ultimo formalmente intestate ovvero a suoi familiari o conoscenti, ma di cui gli stessi avevano mantenuto, di fatto, la gestione, allo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti. Il vorticoso giro di fatture false, emesse nei confronti di varie imprese attive nel comparto delle lavorazioni, riparazioni e manutenzioni meccaniche, ubicate nelle province di Torino, Bergamo e Napoli, con interessi anche oltre i confini nazionali, ammonta ad oltre 7 milioni di euro. Il meccanismo fraudolento prevedeva che l'impresa utilizzatrice, una volta ricevuto il documento mendace, pagasse il dovuto attraverso movimentazioni finanziarie tracciate, di modo da far apparire tali transazioni commerciali come effettivamente avvenute. In realtà, gli importi dei bonifici percepiti dalle imprese emittenti venivano, successivamente, prelevati, a volte in maniera frazionata, dai soggetti appartenenti al sodalizio criminale che provvedevano a restituire le somme incassate, previa decurtazione dell'Iva esposta in fattura a titolo di ristoro delle operazioni commerciali realmente effettuate. Alla luce degli elementi acquisiti, il Gip presso il Tribunale di Torino, ravvisando un concreto e attuale pericolo di reiterazione di reati della stessa specie, ha ritenuto necessario adottare la misura cautelare degli arresti domiciliari per i due fratelli e dell'obbligo di dimora nel comune di Torino per il terzo soggetto compartecipe, disponendo, nel contempo, il sequestro preventivo del profitto del reato fino alla concorrenza dell'importo di circa 7 milioni di euro.

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