De Tomaso, si cerca il cavaliere bianco

Un anno di cassa e poi tutti a spasso. Mentre si attende che la Cassazione definisca quale tribunale ha la competenza sul fallimento, al tavolo romano si verificano possibili soluzioni

È stato fissato per giovedì 13 settembre l’incontro al ministero dello Sviluppo Economico per valutare la situazione della De Tomaso dopo il fallimento dichiarato prima dal tribunale di Livorno e successivamente da quello di Torino. Nell’attesa che la Cassazione decida quale sede giudiziaria è competente a proseguire l’iter, il giudice toscano Luigi De Franco ha nominato il curatore fallimentare il commercialista livornese Paolo Carotti che sta definendo l’inventario dei beni. Passaggio obbligato in vista dell’udienza del 24 ottobre in cui si verificherà lo stato passivo a fronte dei creditori che si sono insinuati nella procedura. Allo stato attuale le istanze presentate sono circa una ventina, a cui si aggiungerà il dossier in fase di elaborazione da parte di sindacati e dipendenti dell’azienda che, oltre agli stipendi arretrati, vogliono garanzie sui 10 milioni del Tfr misteriosamente spariti.

 

Mentre il patron dell’azienda Gian Mario Rossignolo, arrestato lo scorso 12 luglio con l’accusa di truffa aggravata allo Stato, si trova ancora ai domiciliari nella sua casa di Vignale, nel Monferrato, i 1.100 lavoratori (900 a Torino e 200 a Gabicce) vedono sempre più nero il loro futuro. La cassa integrazione, infatti, durerà un solo anno dopo di che, salvo non si facci avanti qualche cavaliere bianco a salvare la baracca, tutti finiranno a spasso. Una prospettiva che si spera di scongiurare proprio con il tavolo ministeriale a cui prenderanno parte le istituzioni locali.

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