Covid: Confartigianato Torino, green pass non a nostre spese

"Artigiani e piccoli imprenditori hanno pagato un drammatico prezzo alla pandemia. Lunghi periodi di chiusure totali, riaperture a singhiozzo, investimenti per dotarsi di plexiglass e garantire i distanziamenti. Ora che, grazie alla campagna vaccinale, sembravamo aver conquistato una quasi-normalita', ecco la doccia fredda della nuova crescita dei contagi, della diffusione di varianti e dell'ipotesi di nuove restrizioni. Il nostro settore non sopravvivrebbe a una quarta ondata". Così, in una nota, Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino. "L'idea di introdurre l'obbligo della certificazione verde per poter accedere ad alcune attività e servizi non ci trova aprioristicamente contrari - aggiunge -. Purché prevalga il buon senso e non si scarichi il costo su artigiani, esercenti e imprenditori. Noi siamo lavoratori, non vigilantes. Non ci si chieda di trasformarci anche in controllori dei nostri clienti e non ci si minacci con sanzioni. E magari si distingua tra chi prende il gelato in una gelateria e chi si accalca in un grande evento. Ricordiamoci i recenti festeggiamenti dopo la vittoria agli europei con assembramenti e mancanza di controlli. Inoltre, prima di introdurre l'obbligo del green pass, bisognerebbe almeno garantire che sia facilmente scaricabile da tutti senza intoppi burocratico-digitali. Ma poi non potrebbe essere sufficiente il certificato rilasciato dopo la seconda dose del vaccino?".

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