DIRITTI & ROVESCI

"Reparto psichiatrico invivibile",
le denunce (ignorate) del garante

I rapporti di Palma sul Sestante del carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Interrogazione urgente del capogruppo di Leu Fornaro al ministro Cartabia: "Situazione insostenibile, intervenire tempestivamente"

“Condizioni materiali e di vivibilità ben inferiori agli standard di salubrità e dignità delle persone ospitate: il tutto in una struttura che deve essere connotata dal suo essere sanitaria, pur all’interno di un Istituto detentivo. Materassi scaduti e letti privi di lenzuola. Presenza e utilizzo di una cella liscia (la stanza 150) in condizioni strutturali e igieniche inaccettabili con water a vista e privo di lavabo. Mancanza di ogni attenzione trattamentale nei confronti delle persone ristrette in tali ambienti”. Le denunce per le condizioni dei detenuti nel reparto Sestante dell’Istituto Lorusso e Cutugno di Torino erano già contenute nei rapporti del Garante nazionale Mauro Palma, senza che però sortissero alcuna reazione.

Dopo l’ulteriore denuncia dell’associazione Antigone sulla situazione dei detenuti reclusi in questo reparto, il garante spiega che “nonostante gli impegni presi dalle amministrazioni in risposta alle raccomandazioni formulate e nonostante le continue sollecitazioni, l’ultima visita di giugno aveva confermato le condizioni immutate in una considerevole parte del reparto”. “Una situazione che, oltre a essere offensiva per le persone e per la complessiva coscienza democratica del Paese – prosegue Palma – pone anche il nostro sistema a rischio di condanna da parte degli Organi di controllo sovranazionali”. Una situazione che testimonia “l’inerzia finora riscontrata nonostante i numerosi solleciti rivolti dal Garante nazionale a entrambe le amministrazioni responsabili – giustizia e salute – rispetto al tema della dignità di chi ha bisogno di cura; tema che facilmente viene indicato come prioritario e troppo spesso rischia di incagliarsi nello scambio reciproco di responsabilità”.

Dopo la denuncia dell’associazione Antigone, anche l’assessore di Torino Gianna Pentenero, titolare delle delega per i rapporti con il sistema carcerario, si era detta “preoccupata”, mentre il capogruppo di Leu a Montecitorio Federico Fornaro ha protocollato una interrogazione urgente al ministro della Giustizia Marta Cartabia. Nella denuncia dell’associazione Antigone si parlava di “celle piccole e sporche, letti di metallo scrostato attaccati ai pavimenti con dei chiodi”, oltre a “bagni turchi intasati”.

Le stesse condizioni inumane erano state riscontrante dalla garante per i detenuti della Regione Piemonte, Monica Gallo che, scrivendo al provveditore dell’amministrazione penitenziaria del nord-ovest e all’Asl competente, aveva chiesto la chiusura della sezione. Da molto tempo, ricorda la garante, la richiesta di chiusura viene inevasa con l’argomentazione che verrebbero realizzati dei lavori di ristrutturazione che, tuttavia, non sono mai iniziati.

“Il Sestante – afferma il senatore Fornaro – è anche stato teatro di drammatiche vicende giudiziarie, come il caso di un detenuto che si è suicidato e per il quale sono a processo tre agenti penitenziari che avrebbero dovuto controllarlo”. Di qui la richiesta di “intervenire tempestivamente di fronte a una situazione insostenibile, anche con una ispezione ministeriale che metta fine a una realtà indegna di un Paese civile”

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