HINTERLAND

Rivoli, baraonda nel centrodestra.
Tutti contro tutti (e il sindaco)

A due anni e mezzo dalla sua elezione Tragaioli è in balia di una maggioranza litigiosa e di una giunta in grande difficoltà. Il pasticciaccio della ruota panoramica e le gaffe della vice Adduce. Così rischia pure il posto in Città Metropolitana

Mira a uno scranno nel Consiglio metropolitano ma deve fare i conti in casa. Sono giorni frenetici per il sindaco di Rivoli Andrea Tragaioli, che proprio mentre pare aver ottenuto la candidatura per un posto nell’ex Provincia minaccia di passare alla Lega, lo stesso partito che lo tiene sotto scacco praticamente dalla sua elezione e dove peraltro non lo vogliono. Fibrillazioni continue, un clima di tutti contro tutti: tra i primi a capire che era meglio cambiare aria c’è l’ex direttore generale del Comune di Torino, Gianmarco Montanari, il pezzo più pregiato della giunta di Tragaioli, cui era stato chiesto di occuparsi di bilancio ma che già all’inizio del 2020, meno di un anno dopo l’insediamento del centrodestra, ha rassegnato le dimissioni.

Chi ha avuto modo di parlare recentemente con il sindaco è pronto a scommettere che Tragaioli non abbia nessuna intenzione di correre per un secondo mandato, anzi vorrebbe utilizzare la Città Metropolitana come trampolino di lancio, magari verso Palazzo Lascaris. Ma ce la farà a essere eletto? Non è scontanto. Il rapporto con Forza Italia si sta sfilacciando: se da una parte i vertici del partito provinciale hanno deciso di puntare su di lui, sul territorio c'è chi gli ha voltato le spalle. Per informazioni recarsi a Orbassano, una delle poche enclave azzurre, dove la sindaca Cinzia Maria Bosso, assieme al suo predecessore nonché consorte e ora presidente del Consiglio comunale Eugenio Gambetta, non hanno nessuna intenzione di votarlo e farlo votare. Non solo: recentemente Tragaioli ha saputo che anche i nove consiglieri leghisti della sua città non potranno votarlo per seguire l'ordine del partito di sostenere senza defezioni il primo cittadino di Beinasco Daniel Cannati.

Intanto nella sua maggioranza cresce il malumore: gli imputano di essere troppo succube ai voleri della Lega. Debordante il ruolo della sua vice, e segretaria cittadina del Carroccio, Laura Adduce, la stessa che ha dovuto lasciare le deleghe a Cultura e Istruzione dopo l’ormai celebre lectio magistralis contro Bella Ciao, episodio che imbarazzò molti anche nello stesso centrodestra. Le è rimasta quella del turismo, attraverso la quale si è ritrovata a gestire la patata bollente della ruota panoramica: “Dove la metto?” si è domandata dopo averla noleggiata senza aver messo in conto le necessarie autorizzazioni da parte della Soprintendenza. E così dopo una serie di estenuanti tira e molla, assieme a tutte le altre attrazioni previste per le festività natalizie, è stata parcheggiata in piazza Martiri, dove c’è l’area taxi. Una decisione che ha mandato su tutte le furie le associazioni del commercio e pure i tassisti che hanno inoltrato proprio in queste ore una mail violentissima al sindaco e alla sua vice. Solo l’ultimo di una lunga serie di pasticci, mentre in maggioranza si litiga sugli assetti della giunta.

Si moltiplicano le voci di un rimpasto e tra le ipotesi più accreditate c’è quella di un ridimensionamento dell’assessore all’Urbanistica Benvenuta Reinero (un tecnico esterno) mentre la Lega potrebbe convincere alle dimissioni il titolare di Sport e Personale Andrea Filattiera (ex An, poi Moderati ora Lega), reo di aver avallato e condotto una riorganizzazione che ha scontentato buona parte dei trecento dipendenti comunali e di aver imposto l’ubicazione del nuovo palasport – già ribattezzato “Pala Filattiera” – in un ex campo da calcio; una tensostruttura che, visti i costi, difficilmente vedrà la luce. Alla successione scalpita Sergio Cogliandro (ex Moderati, oggi Lega) che già due anni fa sfiorò l’ingresso in giunta. La Adduce rivorrebbe le deleghe alla Cultura mentre il sindaco, come fu a Rosta, si prenderebbe i Lavori pubblici. Si vocifera, inoltre, che il presidente del Consiglio Valerio Calosso (Fratelli d’Italia) abbia intenzione di dismettere i panni del vecchio saggio per vestire quelli dell’assessore. Ma al posto di chi?

In tutto questo bailamme, il “sindaco Tentenna” nei prossimi giorni avrà poco tempo per sbrogliare la matassa, impegnato com’è a trovare i voti per la sua elezione anche se dicono che il suo nome ha fatto aumentare la voglia di andare a sciare a molti consiglieri di Forza Italia.

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