POLTRONE & SOFÀ

Corecom, dubbi sul presidente

Riserve degli uffici di Palazzo Lascaris, le "forzature" del presidente Allasia, il gruppo leghista in subbuglio. Secondo alcuni Lilli, manager di una società di telefonia, sarebbe incompatibile. Così attorno alla nomina si è scatenata la bagarre politica

Non si è conclusa con la canea leghista in Consiglio regionale la vicenda attorno alla nomina del presidente del Corecom. Più di un compagno di partito l’ha giurata a Stefano Allasia e ora anche uno degli esclusi dalla corsa al vertice dell’autorità garante per le comunicazioni del Piemonte, l’avvocato Mauro Pianasso, ha deciso di vederci chiaro e non esclude di presentare ricorso. Il manager Vincenzo Lilli è stato nominato per decreto dall’Ufficio di presidenza del Consiglio su indicazione politica del leghista Allasia, dopo che la commissione nomine (presieduta accidentalmente proprio da Allasia) aveva estromesso in un primo tempo il suo principale competitor: l’avvocato Pianasso, appunto, che godeva del sostegno di una parte del gruppo leghista, a partire dal consigliere Claudio Leone. Un colpo di mano, secondo gli stessi leghisti, messo in atto al termine della seduta di lunedì, che non è proprio andato giù ai partiti di maggioranza, peraltro a pochi giorni dal rinnovo delle cariche del parlamentino di via Alfieri.

Insomma, il Corecom è diventato il casus belli per regolare qualche conto in sospeso. E il fatto che il grande escluso, dato per favorito alla viglia, sia il cugino di uno dei ras leghisti del Canavese, il senatore Cesare Pianasso, aggiunge pepe alla disfida. La vicenda politica s’interseca con quella formale e giuridica, giacché la nomina di Lilli presenterebbe qualche profilo di incandidabilità. Lilli, infatti, è presidente e amministratore delegato della Nexicom, società operante nel settore della telefonia voip con vendita di traffico telefonico. Siamo sicuri che il suo profilo garantisca “assoluta indipendenza (…) dal sistema degli interessi di settore nel campo delle telecomunicazioni”, come previsto dalla legge regionale del 2001? Qualche dubbio deve essere venuto anche gli uffici di Palazzo Lascaris se accanto alla sua candidatura veniva espressa la necessità di una valutazione rispetto a tale indipendenza, visto l’ambito in cui opera Nexicom, che è poi lo stesso del Corecom. La commissione nomine, presieduta da Allasia, stabilisce che è tutto ok. Di più: si premura di escludere Pianasso per via del suo incarico da consigliere comunale a Cuorgnè, salvo poi riammetterlo a denti stretti di fronte a un’istanza corredata da lettera d’impegno a rimuovere ogni causa di incompatibilità in caso di nomina, cioè a dimettersi dal Consiglio di Cuorgnè.

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