Regione, i piccoli danno il giro al tavolo

Le formazioni minori di Palazzo Lascaris non ci stanno a subire i diktat di Cota e dell'asse Pdl-Pd-Lega che mirano all'eliminazione dei "nanetti". Cattaneo sempre meno super partes

Ieri i Verdi-Verdi e i Pensionati, oggi Rifondazione, Sel, Moderati, Udc e 5 Stelle. Le formazioni “minori” di Palazzo Lascaris sono sul piede di guerra. A indispettire i gruppi più piccoli dell’Assemblea regionale è l’azione intrapresa dal presidente Roberto Cota volta a ridurre i costi del funzionamento del parlamentino piemontese, cominciando ad alzare la soglia della costituzione delle rappresentanze. In poche parole, per il governatore 14 gruppi, che con il “misto” arrivano a 15, sono eccessivi e costituiscono un aggravio di spese non più tollerabile. Un intervento che, al di là del merito, viene giudicato improprio, soprattutto perché supera il tavolo di concertazione a suo tempo costituito dal presidente del Consiglio Valerio Cattaneo.

 

A questo punto, in una lettera Eleonora Artesio (FdS), Monica Cerutti (Sel), Davide Bono (Movimento 5 Stelle), Giovanni Negro (Udc) e Michele Dell'Utri (Moderati) chiedono allo stesso Cattaneo «quale ruolo svolgano il tavolo da Lei istituito e la Sua guida di mediazione, se taluni in altra sede trovano sintesi e le validano col Presidente della Giunta anziché col Consiglio». Nell’attesa di conoscere «la proposta ufficiale di Pd, Pdl e Lega da discutere in aula»,i firmatari decidono di disdettare il tavolo di concertazione, ritenendolo «superato».

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