Il Pd vuole i soldi, senza discutere

L'ira della segretaria Bragantini contro chi si è opposto all'uso di fondi pubblici per la festa del partito. Chiede la testa di Fregolent e medita di cacciare Faienza dal vertice provinciale

EPURATOR Paola Bragantini

Il Pd utilizza i fondi destinati alle attività istituzionali per sgravare dai propri bilanci alcune voci dei costi della festa di partito. Il caso, emerso nell’ultima riunione della segreteria provinciale, di cui lo Spiffero ha dato puntualmente conto, potrebbe avere serie ripercussioni disciplinari. Ma non – come molti attendevano – nei confronti di chi, mostrando perlomeno una certa disinvoltura nell’uso dei soldi pubblici, ha preteso che il gruppo consiliare democratico della Provincia di Torino si sobbarcasse le spese della stampa del programma della kermesse. A rischiare grosso sarebbero invece i due dirigenti di partito che, contrari alla procedura, hanno sollevato la vicenda. Fonti di via Masserano, dove ha sede il quartier generale del Pd, riferiscono che Paola Bragantini, infuriata dall’eco che ha avuto la notizia, abbia dapprima minacciato querele e poi chiesto la testa di Silvia Fregolent, capogruppo a Palazzo Cisterna, tra i 7 consiglieri (sui 16 che compongono la pattuglia democratica) ad essersi schierata contro l’irrituale cadeau. Mentre l’altra oppositrice, la consigliera Erika Faienza, verrebbe espulsa dalla segreteria provinciale.

 

Nel frattempo che la giustizia interna faccia il suo corso, la questione è finita sul tavolo della presidenza del Consiglio Provinciale, cui spetta il compito di sovrintendere la gestione delle dotazioni economiche a disposizione dei gruppi. E un esposto sarebbe arrivato anche in Procura. Dalla laziale Polverini al subalpino polverone, se come sembra anche a Palazzo Lascaris qualcuno ha iniziato a fare le pulci ai bilanci dei vari gruppi.

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