Pdl, parte l’operazione “repulisti”

Lo stato maggiore piemontese in via dell’Umiltà. Dopo il caso Lazio, Alfano invoca “pulizia” in vista delle elezioni politiche. Al margine confronto tra Pedrale e Ghigo sul vertice di ieri sera

Vertice in via dell’Umiltà con Angelino Alfano per lo stato maggiore del Pdl piemontese. Il capogruppo a Palazzo Lascaris, Luca Pedrale, la sua vicaria Augusta Montaruli, il coordinatore Enzo Ghigo e il vice Agostino Ghiglia partecipano con i colleghi delle altre regioni alla riunione indetta in fretta e furia dal segretario politico nazionale per fare il punto della situazione dopo lo scandalo Fiorito e alla luce delle dimissioni della giunta Polverini. Presenti, tra gli altri, i presidenti dei gruppi azzurri di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, i loro vice Massimo Corsaro e Gaetano Quagliariello. Obiettivo dell'incontro è quello di delineare la linea politica, messa a punto con Silvio Berlusconi, per “fare pulizia” in un partito travolto da troppi scandali in questi ultimi mesi. Sul tavolo non c’è solo la vicenda del Lazio, ma anche il caso Campania, dove la guardia di Finanza sta passando al setaccio i bilanci dal 2008 e, in particolare, le risorse assegnate ai singoli gruppi per le loro attività.

 

Alfano è determinato a portare a compimento l’operazione di “repulisti” all’interno del partito per un rilancio in vista della campagna elettorale per le politiche del 2013. Al termine è previsto un summit a Palazzo Grazioli con il Cavaliere, il quale arrivando alla stazione Termini ha risposto ai giornalisti che lo incalzavano sullo stato di difficolta del Pdl che «No, non siamo allo sbaraglio».

 

E proprio il tema della “linea” da tenere in Piemonte è stato l’oggetto del colloquio tra Pedrale e Ghigo. A quanto riferisce una fonte presente a Roma, il capogruppo avrebbe manifestato al coordinatore molte perplessità sull’esito del confronto di ieri sera con il governatore. Tre ore consumate a discutere in particolare sulla gestione della Sanità “senza approdare ad alcuna risoluzione”. Analogo malumore è stato espresso in mattinata da Massimiliano Motta, uno dei fedelissimi di Ghiglia, a margine dei lavori odierni del Consiglio regionale.

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