Chiesa: Repole ai torinesi, immaginiamo un futuro migliore

"La mia intenzione è continuare a fare, come Chiesa, un percorso insieme alle istituzioni di questa città perché sia sempre improntata alla giustizia, alla solidarietà e all'accoglienza nella consapevolezza che una società giusta può compiersi solo nell'attenzione ai più poveri. E aggiungo che oggi la povertà non è solo materiale, ma anche psicologica e spirituale". Monsignor Roberto Repole ha salutato così i torinesi che si sono riuniti sul sagrato del Duomo per la sua ordinazione episcopale. Rivolgendosi al sindaco, Stefano Lo Russo, monsignor Repole ha assicurato la sua "concreta collaborazione perché nessuno sia lasciato solo". Ha poi citato il filosofo francese Jacques Derrida, quando diceva che "il tempo della democrazia è il futuro. Insieme dobbiamo immaginare e sognare un futuro accogliente, con maggiore fiducia, e sconfiggere la paura", ha aggiunto. Dopo l'intervento sul sagrato ha avuto inizio la messa solenne, officiata dall'arcivescovo uscente, monsignor Cesare Nosiglia, insieme a 33 vescovi. Tra questi anche il vescovo emerito di Ivrea, Luigi Bettazzi, di 99 anni. 

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