Acqui: Barosio (Udc), Asl si arrampica sugli specchi

"L'Asl si arrampica sugli specchi, omettendo un fatto grave, cioè che siano rimasti solo quattro chirurghi sette giorni su sette, con il chirurgo reperibile che deve arrivare in venti minuti". Alessio Barosio, candidato sindaco di Acqui Terme per l'Udc, torna a parlare così dell'ospedale locale dopo la presa di posizione dell'Asl di Alessandria. "Così come è oggi il reparto di chirurgia di Acqui è impossibilitato a funzionare in autonomia e ad assicurare per legge i turni", sottolinea Barosio, secondo cui "la soluzione dell'Asl è una toppa peggio del buco". "Lucchini si dimentica che è ancora sindaco e avrebbe dovuto convocare il direttore sanitario e difendere i nostri diritti alla vita invece di portare sotto il tappeto due problemi concreti sulla pelle degli acquesi - aggiunge Barosio -. Il primo: il declino dell'Ospedale di Acqui Terme che non è una città qualunque e non può continuare ad essere così trattata. E' la stazione turistico termale più importante del Nord Ovest con riconoscimenti medico scientifici a cura dell'Istituto Superiore di Sanità. Il secondo problema ancora più concreto e che riguarda ogni famiglia Acquese è che non è stato mai adottato un provvedimento per agevolare il trasporto dei pazienti e dei familiari a costi zero da Acqui Terme a Casale Monferrato, a Tortona, a Novi Ligure. "L'Asl e il Comune di Acqui hanno previsto in bilancio zero euro regalando così alle famiglie già in crisi un costo in più - conclude l'esponente Udc -. Si trovano 8,2 milioni per reti inutili per i cinghiali e non si pensa di dare in servizio agli Acquesi per andare a curarsi lontano da casa. Questo è un fatto, un fatto grave non è propaganda elettorale".

print_icon