PARLAMENTO ADDIO

Il governo stronca la carriera di Fabbio

Anche per l’ex sindaco di Alessandria vale l’ineleggibilità imposta a quanti sono stati responsabili del dissesto dei loro Comuni. E la notizia viene accolta con sollievo dal gruppo dirigente pidiellino

Stroncata, ancor quando è a livello di boatos. La candidatura alle elezioni politiche dell’ex sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio è destinata, almeno per 10 anni, a rimanere un sogno. Per legge, pure. Come se non fosse bastata la batosta del parlamentare e compagno di partito Guido Crosetto in tv (pur senza citarlo per nome), adesso sulla già ardua via per Roma si frappone la bozza del decreto cui sta lavorando il governo e che prevede l’incandidabilità per quei sindaci e presidenti della provincia che abbiano portato, dolosamente o per colpa grave, il loro ente al dissesto. Un duro colpo per quel manipolo di pidiellini che, fedeli all’ex primo cittadino, lo vorrebbero – a mo’ di risarcimento – in Parlamento.

 

Ma non va poi tanto bene neppure per colei che gli è succeduta: Rita Rossa è nel mirino dei suoi detrattori che l’accusano di aver smaniato per votare il dissesto di Palazzo Rosso, con il risultato di veder sfumare gli aiuti previsti dal decreto “salva Comuni” di cui potrebbero beneficiare altre città più indebitate di Alessandria, come Torino e Palermo, ma per le quali non è stato dichiarato il dissesto economico. E ancora una volta i sussurri indicano nei “soliti noti” consiglieri della sindaca i responsabili dell’ennesima topica. Come quella che riguarda la cifra del disavanzo: la Rossa ha sempre detto che superava i 100 milioni, ma ecco che pochi giorni fa il suo uomo dei conti, il ragioniere capo Antonello Paolo Zaccone rendendo noto il bilancio consuntivo 2011 ha indicato in  46.887.506,73 euro il disavanzo (residui attivi pari a 129.065.138,49 residui passivi 175.952.645,22). Pur aggiungendo i 27 milioni fuori bilancio si arriva a una settantina di milioni di disavanzo.  Ben al di sotto dei centomila citati più volte dalla sindaca che ora chiede lacrime e sangue ai propri concittadini.

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