BRACCIO DI FERRO

Lega: “Un golpe contro le Regioni”

Per il Carroccio è in atto un attacco frontale all’autonomia delle assemblee. E mentre a Roma il governo discute di sottrarre competenze, la maggioranza approva un odg di “resistenza”

“Siamo sotto attacco di un golpe politico: in due consigli dei ministri sta andando in fumo l’esperienza delle Regioni. Siamo solo al secondo capitolo di un libro scritto da Monti, da Patroni Griffi e dagli altri ministri, per stravolgere il principio democratico della rappresentatività del popolo, con il fine della conquista del potere. Un attacco alle Regioni che sono state l’ultima istituzione di questo paese eletta democraticamente, con un voto”. Antonello Angeleri, democristiano di lungo corso approdato al Carroccio, dopo aver traghettato in acque berlusconiane, ha dato voce a un sentimento diffuso tra i consiglieri regionali del Piemonte. Le voci sulle intenzioni del governo di tagliare, oltre alle dotazioni finanziarie, anche le competenze delle assemblee legislative regionali e introdurre il controllo preventivo dei loro atti, attraverso le Corti dei conti, hanno allarmato tutti i gruppi. Ed è proprio la natura di “bozza” del testo in esame al consiglio dei ministri e i rumors di presunti rilievi mossi dal presidente della Repubblica hanno impedito l’approvazione di una mozione unitaria, cosa auspicata in mattinata dal numero uno di Palazzo Lascaris Valerio Cattaneo.

 

La maggioranza di centrodestra ha però preferito proporre ugualmente un ordine del giorno che è stato approvato con i soli voti di Pdl, Lega, Progett’Azione e gruppi minori della coalizione. Il documento “impegna il presidente della Giunta regionale a mettere in atto tutte le azioni che tutelino in ogni sede le prerogative costituzionali in capo a Regione e Consiglio regionale”. «Ritengo sia importante – ha spiegato il capogruppo pidiellino Luca Pedrale – che questo Consiglio regionale non sia inerme e dia un segnale di vita non accettando di essere espropriato della propria autonomia. Che il decreto che stravolge le regole sia già stato stampato o no poco importa. Quello che importa è dare un segnale importante, che è quello della difesa del Titolo V della Costituzione, la difesa delle Regioni e dei Comuni. Oggi, in Piemonte abbiamo dato un segnale forte in difesa dell’autonomia della Regione».

 

La decisione della maggioranza è stata stigmatizzata dall’opposizione che, nel non partecipare alla votazione, l’ha definita frutto di «una scelta affrettata, inefficace, controproducente». Come ha spiegato nel corso del dibattito il capogruppo Pd Aldo Reschigna, «la difesa dell’esperienza del regionalismo ha bisogno di una politica accorta e non precipitosa, capace di costruire alleanze a partire dal quelle tra esecutivo e Consiglio regionale. Si è deciso di discutere e votare in assenza della approvazione del decreto legge, quindi senza un testo definitivo, in assenza del presidente del Consiglio e anche di quello della Giunta».

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:26 Mercoledì 10 Ottobre 2012 clandestino la lega...

    dovrebbe fondamentalmente tacere... ha governato la regione piemonte per 12 degli ultimi 17 anni, dopo la riforma del Titolo V hanno avuto la possibilita' di dimostrare al mondo che la loro idea federalista era vincente... hanno miseramente fallito.

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