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INCENTIVI

Di Pietro, referendum con rimborso

L’iniziativa del segretario Cursio è stata comunicata nei giorni scorsi ai militanti. Un modo per motivare il popolo dipietrista in vista della dura campagna referendaria. A questo siamo arrivati?

Da Palazzo Lascaris - dove ha sede il Consiglio regionale - all’Italia dei valori: quella del rimborsino è evidentemente prassi consolidata in Piemonte. E se nell'assemblea subalpina l’utilizzo dissennato dello strumento ha condotto a scandali e inchieste, tra i dipietristi appare esclusivamente come un incentivo ai militanti in prossimità della battaglia referendaria. Un aiutino per motivarli un po’. Così, nel giorno di Antonino Di Pietro a Torino (farà tappa questa mattina alle 9,30 a Rivoli, prima di spostarsi verso piazza Castello intorno alle 11) il numero uno regionale dell’Idv Luigi Cursio, coadiuvato dal suo tesoriere Giovanni Michele Piccarreta, ha inviato agli iscritti una mail per illustrare la lodevole iniziativa: «Carissimi, […] si è deciso di erogare un contributo economico, quale rimborso spese, pari ad € 0.25 per ciascuna firma valida raccolta ed apposta su tutti e quattro i quesiti». E ancora: «Si precisa che il contributo verrà riconosciuto ed accordato utilizzando i fondi del partito a livello regionale». Nulla di illegittimo, per carità, dopotutto gli stessi partiti godono di un rimborso dallo Stato per la raccolta delle firme, ma possibile che gli attivisti vadano ormai pagati per contribuire alla vita e all’attività politica del partito?

 

I quesiti referendari sono in tutto quattro e prevedono il ripristino del cosiddetto articolo 18, abrogato dalla riforma Fornero, e dei diritti minimi universali previsti dal Ccnl, cancellati dal governo Berlusconi con l’articolo 8 del decreto legge 138 del 2011. Oltre ai due “anti-casta” che propongono di tagliare i rimborsi elettorali ai partiti e le indennità ai parlamentari. Si ha diritto al rimborso solo se vengono sottoscritti tutti e quattro. E mentre c’è chi già annuncia di voler rinunciare al gentile contributo del partito, altri come il capogruppo al Comune di Torino Giuseppe Sbriglio lamentano il mancato coinvolgimento nell’iniziativa: «Offrono soldi agli attivisti e a chi come me di firme ne ha sempre portate a vagoni, non mi chiedono neanche un aiuto nell’autenticazione». Le solite beghe in un partito ormai da mesi diviso in due fazioni: con Cursio che amministra grazie al fondamentale sostegno del deputato Gaetano Porcino e i fedelissimi di Andrea Buquicchio alla finestra, in attesa degli eventi.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    09:13 Sabato 13 Ottobre 2012 cesiracesira74 replica

    Per ridurre il costo del lavoro si potrebbe ritornare allo schiavismo puro, no!Carl William BrownAndiamo a firmare noi impiegati e operai siamo in via di estinzione

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