GRANDI PROGETTI

Ex Lai, Lega e Pdl all’attacco

Approda in Regione la spinosa questione del sito di Ovada. Intrecci politici, partiti sulle barricate. La patata bollente passa nelle mani del vicepresidente Cavallera

La Lega aspetta sulla riva del fiume il cadavere del nemico, ma non si siede. In compagnia del Pdl preme affinché una questione urbanistica e di tutela del territorio, ma impregnata fino all’osso di politica, approdi dalla periferia del Sud Piemonte all’aula di Palazzo Lascaris. E al più presto. Si tratta della questione del sito ex Lai (un’industria di arredamenti per esercizi commerciali che ha chiuso i battenti da anni) nel comune di Ovada, diviso dal torrente Stura da una strada e protetto da possibili piene da interventi che sono proprio l’oggetto del contendere. Il Comune di Ovada (centrosinistra) sostiene che le opere spondali effettuate sono tali da aver consentito di trasformare l’area da esondabile a edificabile dando il via a una grande operazione immobiliare con progetto di un centro commerciale e parecchi edifici residenziali. Le opposizioni in consiglio comunale (Lega Nord, Pdl e lista civica) sostengono l’esatto contrario e in più di un’occasione hanno sventolato quanto scritto dall’ingegner  Mauro Forno, dirigente della Regione  “Con nota del tecnico incaricato della stesura del progetto PEC dell’area ex LAI in Ovada veniva richiesta a questo ufficio, l’autorizzazione idraulica per l’esecuzione dei lavori di manutenzione delle opere di difesa spondale del torrente Stura. Lo scopo era quello di ripristinare le difese spondali esistenti. Pertanto  – scriveva il tecnico regionale  -  gli interventi volti a mantenere le difese longitudinali esistenti non sono in grado di aumentare il contenimento dei livelli di piena e di modificare l’andamento delle piene”.

 

Nonostante ciò il Comune di Ovada è andato dritto per la sua strada modificando il Prg e – contraddicendo il tecnico della Regione – ha dichiarato zona non esondabile l’area in cui si è deciso di costruire.  A seguire l’iter procedurale, per conto dell’impresa Caprioglio di Valenza, arriva un nome noto in città e non solo: l’ingegner Emanuele Rava, nipote dell’ex onorevole del Pd Lino ora assessore provinciale all’agricoltura, si sposta dalla scrivania di segretario cittadino del partito a quella di progettista. E’ lui il tecnico incaricato della stesura del Pec ex Lai citato dal funzionario regionale.

 

Nella stanza dei bottoni del partito egemone a Ovada, senza soluzione di continuità, fin dalla Liberazione, il nipote dell’onorevole passa – con dimissioni che lasciano molti di stucco – alla scrivania di progettista per conto della ditta che molti indicano molto vicina alla sinistra e che vuole costruire case e supermercato. L’operazione trova sulla sua strada la Lega, ma non solo: nel contrasto al progetto, ritenuto a rischio di esondazione, il Carroccio è in compagnia del Pdl locale e della lista civica che fa riferimento a un altro ingegnere: Eugenio Boccaccio. E’ quest’ultimo che nei mesi scorsi presenta un esposto alla procura della Repubblica che, nei giorni scorsi, rimpingua di ulteriori elementi.

 

Ma il risvolto politico più atteso è l’interpellanza depositata a Palazzo Lascaris dal gruppo leghista. Si capirà, finalmente, dove sta la ragione: nel parere del tecnico regionale  o nel Comune di Ovada, zona in cui l’influenza dell’ex onorevole zio del progettista è notevole? Il Pdl ovadese ha annunciato che per velocizzare la discussione dell’interpellanza chiederà aiuto al numero due di piazza Castello Ugo Cavallera. Chissà se Fernandel-passo-felpato avrà un sussulto o sarà lui a sedersi sulla riva del fiume. Aspettando che passi la piena e torni la calma piatta?

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