Soldi per pratiche finte assunzioni, a processo truffatrice

Faceva promesse di lavoro che non poteva mantenere e, in cambio, si faceva dare importanti somme di denaro. E' questa l'accusa nei confronti di una donna di 44 anni, anagraficamente residente a Gela ma che vive da tempo a Villafranca d'Asti insieme al compagno, 56 anni, anche lui sotto accusa in concorso. Il processo si è aperto in tribunale ad Asti e vede 15 parti lese, che hanno reso la loro testimonianza davanti al sostituto procuratore Simona Macciò. L'imputata avrebbe conosciuto le sue vittime mentre lavorava come operatrice socio sanitaria in una casa di riposo della provincia. Presentandosi come psicologa o come infermiera all'Asl di Asti o Chieri (Torino), convinceva le vittime a versare somme di denaro, anche ingenti, dicendo loro che era la moglie di un prestigioso cardiologo di Asti (in realtà il suo compagno è un tecnico). Ogni volta le spese erano motivate da scuse diverse: oneri burocratici, contributi, marche da bollo, iscrizioni. Questo, a detta della donna, avrebbe permesso loro di ottenere lavori a tempo indeterminato tra le strutture sanitarie di Asti e di Chieri. Le cifre versate, secondo le testimonianze, vanno dai 500 fino ai 150mila euro. La vittima più colpita, truffata per 150mila euro e tra le parti civili, sarebbe caduta in questo sistema anche a causa di una truffa amorosa, in seguito a messaggi di un fantomatico spasimante, un finto medico, che, corteggiandola, le chiedeva ogni volta dei soldi. Il processo riprenderà ad Asti a metà febbraio. L'imputata, ad oggi, è sottoposta all'obbligo di dimora a Gela. 

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