PRIMARIE & VELENI

Baruffa post voto tra i Nichi Boys

Il Comitato Torino per Vendola attacca il segretario provinciale di Sel Curto: "Il risultato ottenuto non è merito tuo". E intanto le truppe del governatore pugliese si dividono anche sul ballottaggio, tra chi sosterrà Bersani e quanti sono tentati dal disertare le urne

VOTATE PER LUI Vendola ha (quasi) scelto

Neanche il tempo di godersi il convincente risultato di Nichi Vendola a Torino, che già le diverse fazioni tornano ad affilare le armi. In attesa di comunicare il proprio sostegno al segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in vista del ballottaggio, il Comitato Torino per Vendola senza troppe metafore si toglie qualche sassolino dalle scarpe e apre un fronte con il segretario di Sel Michele Curto. «È destituita di ogni fondamento – si legge in una nota - la ricostruzione secondo cui il risultato di Vendola a Torino si debba ad una presunta caratterizzazione della campagna per le primarie sui temi cittadini. Nessuna iniziativa ha avuto come oggetto «i motivi di frizione con l’amministrazione», come sembra sostenere la  segreteria provinciale di Sel: né l’incontro con Vendola stesso di  Piazza Madama Cristina, né le successive iniziative sui temi dell’ambiente e dell’uguaglianza di genere. Inoltre, nessuno dei  moltissimi volantini prodotti dal comitato - gli unici che sono stati diffusi - faceva il minimo riferimento alla politica locale». In altre parole, guai a intestarsi una vittoria che è di Vendola innanzitutto e poi di chi si è speso sul territorio in settimane di campagna elettorale.

 

Il malcontento era latente da tempo, anzi in molti avrebbero giudicato insufficiente l’impegno di Curto in una competizione verso la quale lui stesso aveva manifestato all’inizio più d’una perplessità. A diffondere il comunicato sono stati i due coordinatori Francesca Gruppi e Alessandro Orsi, quest’ultimo peraltro iscritto a Sel e riconducibile all’area che ha eletto Curto al congresso. Che cosa sta accadendo? «Nulla di nuovo sotto il sole – tira dritto Curto - mi pare solo irrispettoso nei confronti dei tanti che hanno votato Vendola chiudere con queste schermaglie».

 

Una querelle che s’inserisce nel dibattito che sta attraversando i vendoliani all’indomani del voto. Da uomini di sinistra si staranno domandando, “che fare?”. Il comitato e l’ala più vicina al Pd, capitanata dal consigliere comunale Marco Grimaldi è pronta a garantire il proprio endorsement a Bersani, mentre c’è chi come Curto domenica non è neanche certo di recarsi ai seggi: «Se non fossi il segretario di Sel sarei uno dei primi da convincere. Bersani sappia che i voti non si spostano, ma si conquistano: ci dica perché dovremmo votare per lui», e come lui la pensano altri pezzi della sinistra torinese a partire dalla Fiom - «io sto con Vendola, non ne sono pentito. Ascolterò i due contendenti e deciderò cosa fare» dice il leader dei metalmeccanici Cgil in Piemonte Giorgio Airaudo – fino a quel mondo legato a Ugo Mattei e ai “Beni Comuni”. Anche loro, come il governatore della Puglia vogliono “sentire profumo di sinistra”.

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