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Bossi jr e il rally sospetto

Spunta anche il nome di uno dei figli dell'ex leader della Lega Nord in un filone dell'inchiesta sulla riscossione del bollo auto in Regione Piemonte. Sponsorizzazione all'amico pilota per "oliare" amministratori e funzionari

FIGLIO D'ARTE Riccardo Bossi

C’è anche un filone relativo alle sponsorizzazioni nell’indagine sulla riscossione della tassa automobilistica regionale, che ha portato in manette funzionari pubblici e dirigenti della società cuneese Gec. La Regione Piemonte compare, infatti, con il logo sull’auto di un rallista, Luca Betti, anch’egli cuneese legato da una stretta amicizia con Riccardo Bossi, figlio dell’ex leader della Lega Nord. Gli inquirenti sospettano, non solo che nell’erogazione nelle tranche di 100mila euro pagate dalla Gec per promuovere le corse del rallista vi siano ragioni di scambi di favore, ma che tali contribuzioni servissero per costituire fondi neri necessari a “oliare” amministratori e funzionari.  

 

Nell’ordinanza del gip Giuseppe Salerno si fa riferimento alla sponsorizzazione da parte della Gec di Cuneo, l’azienda incaricata della riscossione e i cui vertici sono agli arresti, dell'auto di Luca Betti, rallista e amico di Riccardo Bossi, anche lui pilota di rally. Parte di queste sponsorizzazioni, secondo gli inquirenti circa 100mila euro l'anno, avrebbero preso anche la direzione inversa tornando alla Gec e formando la provvista per i fondi neri necessari alla corruzione.

«Un altro versante che merita sicuro approfondimento - scrive il gip Salerno che a questo proposito indica una conversazione intercettata dai carabinieri il 30 settembre 2011 in cui viene tirato in ballo il figlio del “senatur” - sono le sponsorizzazioni a Betti, con la possibilità che parte dei fondi siano stati dati o fossero comunque destinati a Riccardo Bossi, figlio di Umberto».

 

La precisazione della Regione. «In merito alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione sulle sponsorizzazioni di Gec - si legge in una nota di piazza Castello - si puntualizza che la vicenda non ha mai riguardato l’attuale amministrazione regionale. Inoltre, si precisa che nel novembre 2009 Luca Betti, in qualità di pilota rally dell’ente Kimera Motorsport di Santa Croce di Cervasca (CN) aveva inviato all’allora presidente Bresso richiesta di patrocinio per il campionato europeo rally 2010, bloccata in quanto formulata un privato. Nello stesso mese di novembre 2009 veniva inviata analoga domanda dal presidente dell’associazione motoristica B-Team di Villar San Costanzo (Cuneo). Dopo aver richiesto e ottenuto il parere favorevole dell’allora assessore Manica, nel dicembre 2009 Bresso comunicava al presidente di B-Team che l’iniziativa avrebbe potuto fregiarsi del richiesto patrocinio unitamente all’utilizzo del logo ufficiale della Regione Piemonte. 

 

Bresso attacca. «Lo scaricabarile raggiunge la soglia del ridicolo» commenta l’ex governatrice Mercedes Bresso. «Nel giorno in cui si sono compiuti arresti di funzionari pubblici e privati per corruzione, dove vengono coinvolti anche due assessori in carica e il figlio di Bossi, l’ufficio stampa della Regione si inserisce facendo confusione e addossando responsabilità sulla concessione di un patrocinio gratuito». «Nel mezzo di ennesima bufera giudiziaria – continua l’ex presidente – l’organo ufficiale della giunta precisa l’iter amministrativo di un patrocinio, atto quest’ultimo riconosciuto a moltissime manifestazioni regionali senza costi per la Regione, ma non dice nulla sull’appalto oggetto di indagine e sul coinvolgimento dei due assessori. Purtroppo – conclude Bresso – ancora una volta la Giunta tenta di distrarre l’opinione pubblica per evitare di affrontare le proprie responsabilità e pure quelle del figlio di Bossi».

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2 Commenti

  1. avatar-4
    00:45 Venerdì 30 Novembre 2012 jeremiah jason alle solite

    siamo nuovamente in campagna elettorale, avanti col fango! Ilvecchio marciume non molla! Tutto deve restare saldamente in mano ai soliti noti....ovviamente sulla pelle dei piemontesi...paga somaro e taci!

  2. avatar-4
    18:08 Giovedì 29 Novembre 2012 folgore46 BRAVA BRESSO

    Premettendo di non avere simnpatie per l'ex presidente Bresso, credo che ancora una volta abbia ragione: nel giorno in cui la Magistratura punta il dito sulla Regione, Cota e i suoi comunicatori guardano il dito...ma i Piemontesi non sono grulli, sanno guardare oltre.

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