CORSA A OSTACOLI

Le bizze di Silvio inguaiano Fassino

Se i venti di crisi agitati dal Cavaliere dovessero riuscire ad abbattere il Governo, potrebbe saltare l’emendamento alla legge di stabilità con cui Fassino sperava di ottenere un po' di fiato, un paio di mesi, per rientrare nel patto. La denuncia del capogruppo piddino Marrone

Mai più avrebbe pensato di dover fare i conti, oltre che con le disastrate casse del municipio, pure con le bizze del Cavaliere. Tra quanti, in queste ore, hanno il fiato sospeso cercando di interpretare (e scongiurare) le mosse di Silvio Berlusconi c'è Piero Fassino: già, perchè l’ennesimo colpo di scena dell’ex premier potrebbe indirettamente ripercuotersi proprio sulle delicate operazioni messe in atto dalla Città per rientrare nel patto di stabilità.

 

Se dovesse effettivamente cadere il Governo – eventualità che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha già fatto capire di voler scongiurare in ogni modo – subirebbe uno stop anche l’iter per l’approvazione della legge di Stabilità, nell’ambito della quale il primo cittadino di Torino sperava di far rientrare un emendamento già definito a suo tempo dallo Spiffero “ad comunem”, volto a ottenere due mesi in più per incassare il denaro derivante dalle dismissioni delle partecipate e rientrare nel patto di stabilità. Si parla di circa 280 milioni, una cifra enorme, che senza i provvedimenti discussi da Fassino con i senatori torinesi nei giorni scorsi, dovrebbero essere sul conto di Palazzo Civico entro il 31 dicembre: un’operazione impossibile.

 

«La crisi di Governo potrebbe “rompere il giocattolo”, faticosamente confezionato dal sindaco Fassino per coprire decenni di amministrazione disastrosa da parte di un centrosinistra che sta portando Torino al fallimento – attacca il capogruppo del Pdl Maurizio Marrone (foto sotto) -. A quel punto come potrebbe sperare di evitare il secondo sforamento, potenzialmente esiziale per la Città proprio ora che i privati interessati a rilevare le municipalizzate ci stanno trattando come una vittima di usura? E’ triste per una amministrazione locale constatare che il proprio destino finanziario si gioca a Roma, nei corridoi del Transatlantico in preda alla tempesta».

 

Per ora, infatti, le uniche entrate straordinarie certe per il Comune sono quelle legate alle cartolarizzazioni del patrimonio immobiliare, dopo che le aste sono andate deserte: una trentina di milioni in tutto, ammesso che l’operazione studiata dall’assessore Gianguido Passoni, peraltro utilizzata per compensare il taglio del 25% dei residui attivi superiori ai cinque anni, andrà in porto. La corsa contro il tempo continua e dalla prossima settimana la Sala Rossa sarà chiamata a discutere di varianti strategiche come la Continassa, che il sindaco pare deciso a chiudere entro l’anno per incassare subito i 10 milioni previsti dall’accordo con la Juventus.  

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento