POLEMICHE A 5 STELLE

Grillini litigano sulle “quisquilie”

Le parole del capogruppo in Regione Bono, schierato a favore delle purghe ai dissidenti, scatenano la base del Movimento. Continua il match tra i due Bertola, con al centro il ruolo degli staff e le candidature al Parlamento

E’ sempre più caos nel Movimento 5 Stelle, anche qui a Torino, specie dopo l’intervista del consigliere regionale Davide Bono, pubblicata oggi dalla Stampa, che, secondo gli stessi simpatizzanti, presta ulteriormente il fianco alle accuse di “settarismo” piovute da diversi fronti, non solo esterni, negli ultimi mesi. L’articolo, infatti, presenta un Bono palesemente infastidito ed indisponente al punto di liquidare, con toni ed argomentazioni imprudenti e semplicistiche (“quisquilie”), la questione della “democrazia interna” al movimento che il suo interlocutore, più volte, tenta di mettere al centro della conversazione. Quasi si senta in dovere di sposare e rispettare la linea del suo “capo” Beppe Grillo, intervenuto sul web, l’altro giorno, per zittire, praticamente, chi fa troppe domande e formula critiche. Le dichiarazioni di Bono - ed è quello che sta facendo infervorare la base – mettono in secondo piano il movimentismo spontaneo ed orizzontale dei cinquestellati e delle schiere di simpatizzanti direttamente collegate, almeno rispetto all’esigenza di rivendicare la centralità padronale di Grillo e Casaleggio. Si ammette, esplicitamente, senza mezze misure, la natura “privatistica” del movimento che la base grillina ed altri rappresentati eletti si sono affannati a mascherare, in questi ultimi mesi, rispondendo, anche brillantemente e appassionatamente, alle accuse ed illazioni degli avversari politici.

 

Non si è fatto, quindi, attendere un commento negativo, ancora una volta via Facebook, di Vittorio Bertola, capogruppo in Sala Rossa, che, da settimane, è ormai in rotta con Bono e il suo staff, “capitanato”, scherzi del destino, da un altro Bertola, quel Giorgio che pare abbia contribuito a ricoprire d’insulti il povero omonimo nella famigerata telefonata in cui è protagonista Laura Castelli, appena promossa “candidata” per il Parlamento. Come già riportato da Lo Spiffero, infatti, l’altro ieri, sul suo profilo del popolare social network, Vittorio Bertola ha riportato il seguente post da cui è esplosa una bagarre elettronica: “Ho appena ricevuto una telefonata di insulti da Laura Castelli per essermi permesso di dire la verità su quanto accaduto, cioè che all’assunzione nello staff loro si erano presi l'impegno morale di non candidarsi fin che erano dipendenti di Bono. Dietro c’erano Giorgio Bertola e non so chi altri che facevano il tifo e mi urlavano insulti. La telefonata si chiudeva con una minaccia: “Pensa bene che cazzo fai!”.

 

Anche la Castelli, infatti, fa parte dello staff, stipendiato dal Consiglio Regionale, che assiste Bono e i cui membri, secondo Vittorio Bertola, non avrebbero potuto e dovuto candidarsi per le parlamentarie. Almeno secondo delle regole stabilite, all’indomani delle elezioni regionali del 2010, di cui, però, non si capisce se ci sia ancora traccia scritta, sempre più (e differentemente) interpretate e mai davvero applicate con rigore. La Castelli, ovviamente, offre un’interpretazione opposta a quella di Bertola “recapitandogli” un altro post al veleno: “si tratta solamente d’invidia e di voglia di distruggere il lavoro di tante persone che fino ad ora, al contrario di altri, ci hanno messo anima e corpo”. Vittorio Bertola, dal canto suo, si dice amareggiato tanto da aver minacciato, più volte, le dimissioni. Lui non ha quasi mai criticato le posizioni e dichiarazioni di Grillo, ma si dimostra sempre più indispettito da chi “identifica la critica e la discussione interna come una minaccia”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    15:27 Giovedì 13 Dicembre 2012 ilmaligno .. le regole...

    .. chissà perchè tutti questi "rottamatori" del vecchio quando le viene chiesto di rispettare le regole improvvisamente non le riconoscono più e diventano allergici..... eppure il M5S dovrebbe essere molto attento in questa cosa... invece mi pare che ....

  2. avatar-4
    14:09 Giovedì 13 Dicembre 2012 nelbeneenelmale ancora tu?

    Bertola, non ho visto un solo atto politico significativo da parte sua. Esce sui giornali solo per le polemiche. In commissione sanità, quando ho partecipato, l'ho vista dietro a un portatile estraniandosi totalmente dalla discussione. Segua un consiglio spensierato: si trovi un altro impiego.

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