ELEZIONI COMUNALI

Firme false, Pd nel fango

Condannata l’ex segretaria provinciale Romeo: 1 anno e 4 mesi. Avrebbe certificato un pugno di sottoscrizioni irregolari della lista “Consumatori per Fassino”, a sostegno del sindaco. E presto potrebbe arrivare un'altra mazzata

Così fan tutti. Anche nel centrosinistra scoppia un caso di firme false. Caterina Romeo ex segretaria provinciale del Pd e attuale consigliera alla Provincia di Torino è stata condannata a 1 anno e 4 mesi, con pena sospesa, per aver convalidato in modo irregolare una parte delle 632 sottoscrizioni in favore dei “Consumatori per Fassino”, lista che si è presentata alle scorse elezioni comunali di Torino a sostegno del sindaco Piero Fassino e che ottenne 4.522 voti. Formazione promossa da Alessandro Di Benedetto, presidente regionale dell’Adusbef, e guidata dalla figlia Aurora. L’indagine avrebbe accertato violazioni in una decina di firme: da qui la responsabilità imputata all’autenticatore – nella fattispecie la Romeo – e la richiesta da parte del pubblico ministero Patrizia Caputo (lo stesso del processo Giovine) di procedere in giudizio. I difensori, gli avvocati Antonio Rossomando e Giovannandrea Anfora, hanno proclamato fino all’ultimo la non colpevolezza della loro assistita, sostenendo che Romeo non ebbe alcun ruolo attivo in quanto si limitò esclusivamente alla certificazione formale, chiedendo pertanto l’assoluzione «per mancanza di prove sull’elemento del dolo». I legali hanno annunciato il ricorso in appello.

 

E se il centrodestra rileva, a suo dire, evidenti analogie con la vicenda che ha coinvolto Michele Giovine, leader dei Pensionati condannato in secondo grado a 2 anni e 8 mesi per irregolarità commesse alle Regionali 2010 (in verità, in questo caso le infrazioni concernono composizione e accettazione delle candidature), la polemica rischia di non sgonfiarsi in tempi brevi. Infatti, è atteso il pronunciamento della magistratura nei confronti di Erika Faienza, anch’ella consigliera provinciale del Pd, che secondo gli inquirenti avrebbe autenticato irregolarmente le firme di un’altra lista fiancheggiatrice di Fassino, quella di “Piemont Europa Ecologia”, capitanata da Dino Barrera (1.097 voti).

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