URNE VIRTUALI

Scoraggiato e in difficoltà economiche, l'identikit di chi non va più a votare

Ecco da chi è composto il popolo degli astenuti che per la prima volta alle scorse europee ha ottenuto la maggioranza assoluta degli italiani. Sono per lo più cittadini che si sentono insoddisfatti della propria situazione ed esclusi. Quelli di cui una volta si occupava la sinistra

Alle ultime elezioni europee gli elettori che hanno deciso di rimanere a casa sono stati di più rispetto a quelli che si sono recati alle urne: per la prima volta l’affluenza si è fermata al 49,7%, mentre cinque anni prima era stata del 54,5%. Ma da chi è composto il grande partito dell’astensione, l’unico che vede ogni anno aumentare il proprio consenso?

Tra chi non vota, per esempio, “è più ampia la quota di soggetti con difficoltà economiche e di chi afferma di avere una situazione finanziaria insoddisfacente” si legge nel report di Swg che ha realizzato un focus proprio sul popolo degli astenuti. Partiamo proprio da coloro che non sono soddisfatti della propria situazione economica: sono 46 italiani su 100, percentuale che sale al 57 se si tiene conto solo degli astenuti. Al contrario se tra tutti gli italiani il 20 percento considera la sua situazione economica migliorata negli ultimi dieci anni, tra chi non vota questa percentuale scende al 13%. Ancora: solo il 33% degli astenuti pensa che il suo reddito gli consenta di vivere agiatamente o con tranquillità, mentre se si tiene conto di tutti gli italiani la percentuale sale al 42%. Infine prendiamo chi considera il proprio stipendio troppo basso: 62 italiani su 100, tra gli astenuti sono 68 su 100.

Insomma, laddove c’è un disagio di natura economica è più facile trovare chi non vota ed è per certi versi paradossale se si tiene conto che è proprio alle categorie più fragili che la politica dovrebbe rivolgere le proprie attenzioni. Inoltre tra gli astenuti c’è anche più pessimismo: il 75% pensa che l’Italia stia regredendo e il 32% si sente escluso dalla società, mentre se si tiene conto di tutti gli elettori la percezione di un’Italia che torna indietro è diffusa nel 67% della popolazione e solo il 27% si sente escluso.

E così forse si spiega anche il perché l’astensione, negli ultimi anni, abbia colpito maggiormente i partiti di centrosinistra. Dalle Politiche del 2018 alle Europee di quest’anno gli astenuti che si collocano a sinistra passano dal 22 al 25 percento, quelli di centro dal 9 all’11 percento, mentre quelli di destra sono calati dal 18 al 15 percento. La quota più rilevante tuttavia (tra il 44 e il 51 percento) è composta da coloro che non si auto assegnano una collocazione politica.

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