CENTRODESTRA NEL CAOS

Marrone sceglie #senza paura

Il capogruppo Pdl al Comune di Torino ha partecipato alle "primarie delle idee" promosse da Meloni e Crosetto. Si incrina il monolite aennino. Nel caso che il nuovo soggetto si presenti alle elezioni punterebbe a guidare la lista della Camera in Piemonte 1

Se nascerà una lista, autonoma ma federata al centrodestra, potrebbe essere proprio lui a guidarla. Maurizio Marrone ieri era a Roma, alle “primarie delle idee” indette dalla coppia tra le più eterogenee mai viste: Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Il capogruppo pidiellino al Comune di Torino ha manifestato negli ultimi tempi disagio verso le scelte eccessivamente tattiche del suo mentore politico, Agostino Ghiglia, fino a ieri capo indiscusso della corrente ex-An piemontese , ultimamente molto più riottosa e meno monolitica. Alla vigilia della manifestazione della Conciliazione, pare che lo stesso Ghiglia abbia tentato di dissuaderlo, facendo pressioni sulla sua compagna, la consigliera regionale Augusta Montaruli, la quale non è stata vista a Roma ma che, sebbene al momento non si sia ancora espressa, è difficile immaginarla del tutto insensibile alle parole d’ordine della sua leader del movimento giovanile. Parlare di rottura sarebbe eccessivo, se non altro perchè non è affatto detto che alla fine gli ex aennini non finiscano alleati di Meloni e Crosetto. E Marrone potrebbe rivendicare una sorta di primogenitura dell'operazione. Chissà.

 

Il nuovo soggetto polito battezzato ieri a Roma con l’intento di rilanciare il centrodestra in chiave anti Monti e pensionando Berlusconi verosimilmente porterà alla nascita di una nuova formazione alleata al Pdl, ed è presumibile che Marrone in questi ultimi giorni di indecisione abbia prefigurato la possibilità di essere il capolista alla Camera su Piemonte 1 (su Piemonte 2 ci sarà Crosetto), essendo l’unico referente politico torinese, oltre all’amicizia che lo lega alla Meloni. È da ricordare, infatti, che nelle scorse elezioni comunali dove Marrone fu il candidato più votato, l’allora ministro Meloni, a pochi giorni dal voto, per sostenere la sua candidatura si precipitò a Torino in una minuscola sezione del Pdl aperta da Marrone in periferia.

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