SCIUR PADRUN

Marsiaj sale sull'auto e se ne va

Nel giorno in cui slaccia le cinture (della sua Sabelt) e lascia la presidenza dell'Unione industriali non dimentica il core business di famiglia: la componentistica. La delega in Viale dell'Astronomia all'Aerospazio? "È solo un complemento"

“Marsiaj crede ancora nell’automotive? Ma se non credessi nell’automotive sarei un cretino. Scusate, tutte le aziende dei Brics, quelli che stanno crescendo con l’industrializzazione, parlano in primis della mobilità: sia le auto per la famiglia che per i trasporti, di cui l’economia ha bisogno”. Si risponde da solo Giorgio Marsiaj, nel giorno in cui lascia il ruolo di presidente dell’Unione industriali ovviamente non per andare in pensione (ha solo 77 anni) ma per raggiungere Roma dove il presidente di Confindustria Emanuele Orsini gli ha affidato la delega all’Aerospazio.

Monopolizza la congiunturale di Confindustria dove parla per una mezz’oretta tra presentazione e a margine, mentre all’esposizione dei dati sulle aspettative degli imprenditori torinesi restano una decina di minuti scarsi. Detta il suo testamento: “Bisogna ritornare e continuare a investire sempre di più per poter fare innovazione. Continuiamo ad investire, questo territorio ha sempre fatto innovazione, per essere attrattivi e quindi attrarre investimenti”. Chi è abituato a questi suoi refrain sa che sono a metà tra l’imperativo e il training autogeno.

Il suo programma per il futuro? Il ritorno del passato: “Tra i primi 25 al mondo della componentistica non c’è neanche un italiano. Ma dobbiamo cercare di farli venire qui, perché se vengono qui, se c’è Stellantis qui, non devono prendere il treno e andare a Parigi… Ormai non ne possiamo più (di andare nella Ville lumière, scherza)". Devono tornare a Torino "così com’è stato per gli scorsi 120 anni”. Spera che la Città possa diventare uno dei tre centri europei per l’ingegneria di Stellantis. Per la sua nuova carica è eccitato? Neanche troppo. Perché l’aerospazio non può sostituire l’automotive: “No, è un complemento, dove si mette al servizio quanto imparato sulla mobilità in un settore nuovo”. A questo punto il nuovo presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto, appena prende la parola lo corregge: “Credo che il compito che lui ha a Roma sia importante. L’aerospazio è vero che è un complemento ma vale diversi miliardi di fatturato, e si parla di una situazione che nel breve e nel lungo termine darà a questa regione delle soddisfazioni”.

A margine di tutto questo ci sono le aspettative delle industrie piemontesi che nel terzo trimestre 2024 tornano a essere prudenti. emergono dalla consueta indagine trimestrale, realizzata a giugno da Unione Industriali Torino e Confindustria Piemonte, raccogliendo le valutazioni di oltre 1.300 realtà manifatturiere e dei servizi. Dopo un secondo trimestre in recupero, i saldi ottimisti – pessimisti per produzione, ordini e redditività si attestano su valori negativi. In calo anche le previsioni sulle esportazioni, segno che il nostro sistema economico risente dell’incertezza globale. Per la prima volta si inverte la forbice dimensionale, con le imprese di maggiori dimensioni che esprimono attese meno positive, rispetto a quelle più piccole.

Tuttavia, va notato che il dato complessivo piemontese è sintesi di un andamento settoriale divergente. Da un lato il comparto manifatturiero, in sofferenza, con indicatori in calo e cassa integrazione in aumento, soprattutto in alcuni settori. Dall’altro, un terziario che prosegue la crescita iniziata dopo la pandemia e sembra non risentire delle tensioni sui mercati internazionali. A livello complessivo si mantengono positivi investimenti, tasso di utilizzo degli impianti e tempi di pagamento, varia poco il carnet ordini. Come già accennato, aumenta il ricorso agli ammortizzatori sociali, soprattutto nell’industria, che resta comunque su livelli storicamente bassi. A livello settoriale, nell’industria si registrano andamenti differenziati. I saldi ottimisti – pessimisti sono sotto la media regionale per tessile, metalmeccanica, gomma plastica, chimica e manifatture varie (gioielli, giocattoli, ecc.). Restano positivi alimentare, cartario-grafico, legno, edilizia. Nel terziario, come già nelle scorse rilevazioni, tutti i comparti esprimono attese favorevoli; in particolare ICT, servizi alle imprese e trasporti.

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