Custode a 5 Stelle

Guai a chiamarla portinaia. Quando ci ha provato una volta il capogruppo in Sala Rossa Vittorio Bertola, su Facebook, c’è chi gli è saltato al collo. Dopotutto Eleonora Bechis tra un po’ potrebbe approdare nientemeno che in Parlamento, dopo aver ottenuto 143 voti alle parlamentarie del Movimento 5 Stelle, classificandosi al quinto posto assoluto in provincia di Torino. Sarà onorevole, pardon “cittadina”, ultimo terminale della rete nelle istituzioni e portavoce delle istanze che vengono dalla base, insomma una “portavoce” secondo l’ortodossa liturgia grillina. La sua elezione per molti è stata una sorpresa ed è inutile negare che qualcuno si sia un po’ indispettito.

 

Talent scout d’eccezione è la capogruppo del Movimento alla Circoscrizione I di Torino, Viviana Ferrero, che vive proprio nel palazzo del quale Bechis è custode. E’ stata lei a coinvolgerla a ridosso delle amministrative dello scorso anno, introducendola nel mondo a cinque stelle dei seguaci di Beppe Grillo, alle prime riunioni e serate di quello che era ancora un embrione della macchina di consenso che il Movimento sarebbe diventato. Grande organizzatrice di manifestazioni e incontri, generosa nello spendersi quotidianamente per la causa, la Bechis ha saputo in breve tempo ritagliarsi uno spazio strategico nella comunità grillina e farsi apprezzare in modo trasversale da tutti gli attivisti. Nel 2011 si presenta così al Meet up Qui Torino libera: “Sono di Torino, ho 36 anni, un matrimonio quasi alle spalle e due bimbi, sono attivista del Movimento 5 Stelle e proprio da loro spesso sento parlare di voi e sono qui per scoprire chi siete e come lavorate per una Torino più a misura d'uomo”.

 

 

Fianco a fianco con la Ferrero, nella I Circoscrizione si è occupata recentemente della costituzione di gruppi d’acquisto solidale, oltre che di progetti legati al suo quartiere. Una donna semplice ma entusiasta: chi la conosce descrive come timida e leale. Animalista convinta si è battuta per il referendum contro la caccia in Piemonte. E’ balzata agli onori delle cronache, suo malgrado, poco più di un mese fa, quando si dovette scontrare nientemeno che con l’Editrice La Stampa, dalla quale ricevette una diffida per aver pubblicato “illecitamente” su Facebook degli articoli tratti dal foglio cittadino. Con tanto di invito “a voler immediatamente rimuovere dal Suo profilo […] ogni e qualsivoglia articolo tratto dal quotidiano La Stampa”. Lei per tutta risposta pubblica la lettera on line guadagnandosi la stima e la solidarietà dei suoi compagni di ventura.

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