CENTRODESTRA NEL CAOS

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è destra

Tappe forzate verso la scissione nel Pdl. Crosetto con Meloni esce dal partito e si mette in proprio. La Russa costituisce il primo gruppo in Senato e spinge i seguaci piemontesi a fare altrettanto. Altro terremoto in vista per la giunta Cota

Eccoli i “Fratelli d’Italia” sulle cui spalle poggia il futuro del centrodestra. Giorgia Meloni e Guido Crosetto annunciano ufficialmente l’uscita dal Pdl, proprio il giorno in cui Ignazio La Russa forma il gruppo autonomo al Senato del suo “Centrodestra nazionale”, dando così l’abbrivio all’attesa secessione. A quanto sembra il timing è frutto di un accordo tra le due aree, una convergenza dettata anche da ragioni di opportunità, giacché grazie alla mossa dell’ex colonnello aennino la nuova formazione potrà presentarsi alle prossime elezioni politiche senza doversi sobbarcare una difficoltosa raccolta firme.

 

Il precipitare degli eventi avrà effetti anche in Piemonte, accelerando la costituzione nelle principali assemblee dei gruppi: praticamente certi a Palazzo Lascaris e in Provincia di Torino, più complicato in Sala Rossa. Sebbene tutto ciò avvenga in maniera “concordata” si tratta pur sempre di un divorzio, per quanto consensuale foriero di frizioni. Il primo banco di prova sarà rappresentato dalla tenuta della maggioranza in Regione e, soprattutto, dagli assetti interna alla giunta.

 

Il governatore sa di camminare sui carboni ardenti e quindi, mai come oggi, si muove con i piedi di piombo. L’annunciata volontà degli ex An di costituirsi in gruppo autonomo, sulla scia di quanto sta avvenendo nelle due aule parlamentari, avrà necessariamente ripercussioni non solo negli equilibri interni della maggioranza di Consiglio, ma anche negli assetti di giunta. E’ stato lo stesso Roberto Cota a evidenziare in un colloquio informale con alcuni di loro che la componente si troverebbe sovrarappresentata. Infatti, a fronte di sei consiglieri presenti nel parlamentino regionale, siedono nell’esecutivo di piazza Castello ben tre rappresentanti: Barbara Bonino titolare dei Trasporti, Roberto Ravello, assessore all’Ambiente e William Casoni responsabile del Commercio.

 

Nella perigliosa navigazione, a questo punto, si pone inevitabilmente il problema di un riassetto di giunta, attraverso cui riequilibrare il rapporto di forze tra assemblea ed esecutivo. Paradossalmente quel rimpasto tanto temuto, poi proposto e infine definitivamente accantonato rientrerebbe prepotentemente dalla porta principale. Secondo i rumors di palazzo, il primo a immolarsi in nome della ritrovata unità post missina sarebbe Casoni, unico che può contare sul paracadute da consigliere e che a questo punto sarebbe destinato a guidare la nuova formazione nell’emiciclo di via Alfieri. Una discussione che per ora rimane sottotraccia, ma che è destinata a scoppiare tra Natale e Capodanno, dal momento che la formalizzazione del nuovo gruppo avverrà con l’inizio del 2013. E con Michele Giovine fuori dal Consiglio e Progett’Azione con un piede fuori dalla maggioranza non sono da escludersi nuove tensioni e veti incrociati. 

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