LAVORO

Asa, Fornero ringrazia Ambrosini

Ritirata l'istanza di fallimento, si aprono nuove prospettive per la multiutility del Canavese. Un risultato ottenuto grazie alla testardaggine dei lavoratori e all'infaticabile opera del commissario. E il ministro si complimenta

A quasi tre anni dal commissariamento l’Asa, la multiutility di Castellamonte schiacciata da 80 milioni di debiti e data più volte per spacciata, è riuscita a salvarsi in zona Cesarini. Lunedì 17, ultimo giorno utile, è infatti arrivata l’offerta di San Germano, in Ati con Ederambiente, che consente di evitare il fallimento e salvare 124 posti di lavoro, che valgono oro in un territorio – quello canavesano – da tempo colpito da un forte declino industriale. Le altre offerte, provenienti da Teknoservice e da Ecoverde, sono state ritenute inammissibili dalla commissione giudicatrice, presieduta dal segretario comunale di Ivrea Daniela Giordano. Un salvataggio che sembrava ormai quasi impossibile è stato invece portato a termine con notevole successo. Merito indiscusso di chi ci ha creduto fino in fondo: i lavoratori dell’azienda, anzitutto, che non hanno mai smesso di lottare, e il commissario straordinario Stefano Ambrosini, cui il governo ha affidato, negli ultimi anni, alcuni fra i dossier più delicati e importanti nel settore delle imprese in crisi, da Bertone alla bad company Alitalia, e che sul territorio si sta occupando delle vicende attualmente più rilevanti, dall’Impresa Rosso all’altra grande multiutility della zona, l’Asm di Settimo, anch’essa gravata da pesanti debiti.

 

Ed è stata proprio la credibilità di cui gode Ambrosini (foto) sia presso il Ministero dello sviluppo economico sia presso parecchi tribunali piemontesi a risultare decisiva, dal momento che, a rigore, i termini per la vendita dell’azienda erano scaduti già da molti mesi e l’Asa sarebbe dovuta fallire (come già accaduto ad altre realtà simili in Italia, specie al Sud). Ieri invece, su istanza del commissario, il giudice Ivana Peila del Tribunale di Ivrea, che ha sempre mostrato grande sensibilità per la situazione occupazionale dell’azienda, ha messo fine alla procedura aperta a suo tempo per la dichiarazione di fallimento. Adesso non resta che attendere l’aggiudicazione definitiva da parte del Ministero, la trattativa sindacale e il trasferimento del complesso aziendale comprensivo dei 124 dipendenti, che continueranno ad essere adibiti alla raccolta dei rifiuti nell’Alto Canavese.

 

Fra i primi a congratularsi con il commissario è stata il ministro al Welfare Elsa Fornero (reduce da un incontro con i lavoratori dell’azienda avvenuto solo qualche giorno fa), che con una calorosa telefonata ad Ambrosini ha espresso la propria soddisfazione per un risultato fino a quel momento insperato, ribadendo la propria vicinanza alle maestranze. Ma anche a livello locale sono diversi gli esponenti politici che hanno seguito la vicenda da vicino, dall’assessore Claudia Porchietto (entrata in polemica con la stessa Fornero la scorsa settimana proprio riguardo alla vicenda) all’onorevole Stefano Esposito, dal consigliere Davide Gariglio agli assessori provinciali Carlo Chiama e Roberto Ronco, in uno sforzo sinergico a sostegno di un’azione risultata, alla fine, efficace.

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