PRIMARIE AL VELENO

“Ostaggio delle camarille di potere”

J'accuse del sindaco di Nichelino, renziano, escluso dalla corsa per le Parlamentarie."Il Partito democratico torinese non fa politica, pensa solo agli accordicchi". E punta il dito contro la segretaria Bragantini e il cerchio magico di Palazzo Civico

GUERRA DI MANIFESTI

Non è bastato un giorno per sbollire la rabbia di un «torto» che, secondo Pino Catizone ancora «grida vendetta». Il sindaco di Nichelino, renziano della prima ora cui è stata negata la deroga per partecipare alle Parlamentarie del Pd, a 24 ore di distanza affonda il coltello nella carne viva di un partito cui queste consultazioni rischiano di lasciare profonde lacerazioni. Ieri, in direzione regionale, il suo bersaglio è stato la segretaria torinese Paola Bragantini «giocatore, arbitro, custode delle regole e depositario della memoria di una comunità». La dama della famiglia democrat, candidata alle primarie del Pd, ieri è finita nel polverone per un plico di suoi manifesti rinvenuti nella sede di via Masserano. «Ma come, quando ho chiesto io di poter utilizzare materiale pubblicitario proprio lei saltò su dicendo che assolutamente il regolamento non lo permetteva». Per non parlare del call center, che ancor prima dell’ufficializzazione dei candidati già pubblicizzava la candidatura della segretaria, salvo imbattersi in un suo competitor che ha denunciato il fatto. E dire che proprio il primo cittadino di Nichelino è un feticista del manifesto: dai "Basta Casta" della primavera scorsa a quelli contro i "dinosauri" del partito da rottamare. Che abbia influito anche quella campagna di comunicazione aggressiva sulla sua esclusione? «In quei manifesti chiedevo rinnovamento e primarie per scegliere i parlamentari: mi pare che Bersani sia andato proprio in quella direzione».

 

Ma l’affondo è solo all’inizio: «Siamo di fronte a un partito che tace di fronte ai grandi tempi economico finanziari che hanno travolto questa città. Che abdica alla sua mission di fare davvero politica e che sistematicamente si riduce a essere trampolino di lancio per chi lo guida, da Alberto Nigra alla Bragantini. Un partito che si preoccupa di utilizzare le sue partecipate per ottenere consenso e nel quale uno che fa 400-500 tessere diventa il padrone della città». I riferimenti sono fin troppo chiari: «Qui c’è un cerchio magico di persone che sono sempre le stesse e si dividono le poltrone, un potere che si perpetua uguale a se stesso, in cui la periferia ospita i sommersi». Il patto di ferro tra i segretari Paola Bragantini e Gianfranco Morgando, che si proietta nel ticket che la segretaria attuerà con il capogruppo in Sala Rossa Stefano Lo Russo, il ruolo della famiglia Gallo come gran dispensatrice di tessere e voto “organizzato”, la regia di Giancarlo Quagliotti, eminenza grigiastra del sistema Fassino, trait d’union tra via Masserano e piazza Palazzo di Città, sede del Comune di Torino.

 

«Su questo faremo una battaglia – annuncia Catizone -. Per avere un partito che torni a fare politica, non occupandosi di accordicchi, ma di grandi accordi politici. Una comunità che discute e trova una sintesi». Intanto, però, la frammentata area che ha sostenuto Matteo Renzi alle scorse primarie esce con le ossa rotte: appena due candidati su 20 sono riconducibili a quel mondo, con i rottamatori della prima ora ridotti all’angolo: da Libertà Eguale ai Corsari, frantumati e in guerra tra loro, ognuno con il suo candidato e tutti travolti da un apparato che si è messo a fare sul serio. «Non credo che quest’area sia già finita. I temi che abbiamo portato avanti sono più attuali che mai e io non intendo certo ritirarmi. E’ un momento difficile, ma ci sarà modo di rifarci, continuando a rimarcare le differenze tra “noi” e “loro”». 

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4 Commenti

  1. avatar-4
    19:16 Domenica 23 Dicembre 2012 Il riformatore Ancora una volta avete fallito

    Le candidature devono tenere conto anche della copertura territoriale, ancora una volta Eporediese e Canavese non sono rappresentati. L'apparato ha dettato la linea, noi ancora una volta ci siamo dimostrati politicamente immaturi. Direttivi dei circoli PD dell'Eporediese e Canavese se avete senso di responsabilità di fronte a questo esito, dimettetevi. Immediata riorganizzazione dei gruppi Renzi. Elettore del Bene Comune Agostino Montovert

  2. avatar-4
    18:46 Domenica 23 Dicembre 2012 mammaitaliana E bravi i segretari....

    E bravi questi segretari, provinciale e regionale. Come sempre!!! Non ci sono posti per facce nuove. Sì, ti telefonano per avere le firme, per fare manovalanza... però vai a chiedere un posto in qualche cda, anche senza remunerazione. La provincia è molto penalizzata, certe zone di più.

  3. avatar-4
    14:02 Domenica 23 Dicembre 2012 noemi vale per te ma non per me

    Certo che i manifesti proprio non me li aspettavo da una persona che ho sentito personalmente non più di una settimana fa pronunciare distintamente le parole "i manifesti NO non si può punto e basta"

  4. avatar-4
    10:12 Domenica 23 Dicembre 2012 Cinghiale Bragantini e Stara al Governo della prossima legislatura

    Decisioni oculate e di buon senso quelle di Gianfranco MORGANDO (fedelissimo bersaniano doc) e della vecchia nomenklatura o apparato post-comunista ed ex democristiano che, come sempre, costituiscono esempio di democrazia interna nella candidatura alle "parlamentarie" PD. Epurazione per i "renziani"(vedi CATIZONE), semaforo verde per Paola BRAGANTINI (Segretaria Provinciale PD nonchè regina delle costolette d'agnello alla festa PD di P.zza D'ARMI, do you remember?), compagna di vita del Consigliere Regionale PD- "Insieme per Bresso", Andrea STARA (il "Fiorito" de noialtri, quello un tosaerba da 4000 euro, do you remember?), indagato per peculato e finanziamento illecito al partito. Da buon elettore per il "bene comune", per la prossima legislatura proporrei di candidare STARA a Presidente del Consiglio e BRAGANTINI a Ministro dell'Interno per la loro competenza e professionalità politica...

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