ATTRAZIONE FATALE

Renziani e Cl: Natale sui Monti

La sirena del Professore inizia a sedurre molti esponenti di entrambi gli schieramenti. Nel centrosinistra fa da apripista il renzian-popolare Gariglio: "Temi ineludibili, sconfortante il silenzio del Pd". E a destra Leo sposa la linea di Mauro

L’Agenda Monti agita il Natale della politica, anche quella piemontese. A poche ore dalla “anomala” discesa in campo del Professore più di una faglia sembra aprirsi in entrambi gli schieramenti. Nel centrosinistra a dar voce alle inquietudini dell’area popolare e renziana è Davide Gariglio che in un post su Facebook evidenzia il filo che lega l’epifania montiana alla sfida per il rinnovamento interpretata dal sindaco di Firenze. «La conferenza stampa di Monti – scrive il consigliere regionale - evidenzia molti dei temi sollevati da Matteo Renzi nelle primarie. Chi pensava che la sconfitta di Renzi avesse tolto di mezzo tali questioni, sarà ora di nuovo costretto a confrontarsi su questi temi. Ichino ha sollevato giustamente un enorme problema di linea politica. È sconfortante notare il silenzio di quanti nel Pd sappiano che Ichino ha ragione, ma stanno silenti in attesa di un posto in Parlamento. Intanto, dopo Nicola Rossi, un altro importante esponente di un centrosinistra innovatore lascia il Pd per l’indeterminatezza della linea politica del partito, senza che nessuno dei leader nazionali faccia alcunché». Appuntamento a Orvieto dove, il prossimo 12 gennaio, il premier prenderà parte all’assemblea di “Libertà eguale”, l’associazione che ha tra i suoi promotori il senatore alessandrino Enrico Morando, Paolo Gentiloni, Stefano Ceccanti e Giorgio Tonini. Una pattuglia destinata a crescere nel corso delle prossime settimane imbarcando i primi transfughi ex Ppi Benedetto Adragna, Lucio D’Ubaldo, Giampaolo Fogliardi e Flavio Pertoldi.

 

Al centro con Monti, seguendo le orme dei fuggitivi del Pdl Franco Frattini e Beppe Pisanu, anche nel centrodestra. «In Piemonte siamo compatti con Mario Mauro», assicura Giampiero Leo, esponente storico di Comunione e liberazione, che da mesi tesse una fittissima rete di rapporti tra le varie associazioni cattoliche. Un lavoro che ha portato alla stesura del “Manifesto di Torino per la buona politica”, il quale pur nella varietà delle sigle e delle personalità coinvolte rappresenta se non la traccia di certo l’humus di quel nuovo protagonismo dei cristiani in politica sollecitato dalle gerarchie ecclesiastiche. E non è un caso che il vescovo di Torino. mons. Cesare Nosiglia, abbia non solo concesso ai promotori dell’iniziativa domicilio presso la Consolata, ma addirittura indicato un suo stretto collaboratore quale presidente onorario dell’associazione.

 

Ulteriori distaccamenti - da una parte e dall’altra - dipenderanno soprattutto dalla fisionomia che assumerà la lista di centro. Come confermano alcuni addetti ai lavori piemontesi, il Professore avrebbe già pronto un elenco consistente di nomi scelti personalmente, dal presidente nazionale dimissionario delle Acli, il cuneese d’adozione Andrea Olivero, all’europarlamentare ex Margherita Gianluca Susta, nelle ultime ore parecchio attivo nel ruolo di ufficiale di collegamento tra le varie realtà centriste. Tagliato il panettone, per molti è arrivata l’ora di tagliare la corda.

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