NEBBIA IN PADANIA

Parlamentarie anche nella Lega

Le chiede in una lettera aperta il “ribelle” Brescia. Consultazione di iscritti e militanti per scegliere i candidati alle prossime Politiche, perché non emergano i soliti “cadregari” e “mammasantissima”. Per la prima volta si apre il dissenso interno

PIEMONT delegati al Congresso federale

Primarie anche nella Lega Nord per scegliere la pattuglia di candidati alle prossime politiche. A chiedere la consultazione di iscritti e militanti del Carroccio è Mario Brescia, capogruppo al Comune di Torino nell’ultimo scorcio della precedente consiliatura, leghista della prima ora con un largo seguito nella base che, infatti, al congresso federale l’ha premiato con una valanga di voti. Brescia che qualche mese fa, per aver scritto una lettera aperta di dissenso sulla gestione del movimento in Piemonte, era stato minacciato di espulsione, lancia ora una vera e propria cannonata sul quartier generale “cotiano”. Che rischia, per la prima volta, di traballare.

 

TEMPI BUI  - Scrive Brescia, ricorrendo a espressioni di paradossale ironia: «In questo momento così pesante e drammatico per la Lega Nord, travolta:  dai nuovi gravissimi ed estesi scandali di rilevanza penale ed etica; dal silenzio assordante di tutti i media, che parlano solo: o delle primarie del Pd o delle farneticazioni di un vecchio erotomane o della discesa in campo del signor Monti o delle tante iniziative di Grillo,  media che relegano in malafede ed ingiustamente la Lega Nord al ruolo marginale di macchietta della politica, peggio di tutti gli altri partiti marginali; dai continui “spifferi” che ci accusano ingiustamente di false tensioni tra i vertici locali, specialmente in Piemonte, e tra i vertici stessi e la base della militanza, che si dice essere, a livello locale, scontenta e non coinvolta nella formazione delle liste elettorali;  dalle velenose accuse, di certo infondate, verso un nostro deputato accusato ingiustamente, di comportamenti scorretti, se non illegali, per una foto».

 

PRIMARIE -  «È importantissimo per il movimento effettuare le primarie di circoscrizione elettorale, vincolanti per scegliere tutti i candidati e le posizioni sulle liste per le prossime elezioni. I vantaggi delle primarie sarebbero enormi:  per i militanti, ridandogli entusiasmo, coinvolgendoli dalle fondamenta, permettendo a tutti di candidarsi, facendo nuove esperienze politiche, e di scegliere i propri  candidati;  togliendo a chiunque il diritto di lamentarsi, dandogli il diritto di voto attivo e passivo;  obbligando tutti a gettarsi, pancia a terra, nella campagna elettorale per un partito ed una lista di candidati decisa dalla base, togliendo ogni scusa di non volere lavorare per far eleggere i soliti cadregari decisi dai padroni del partito;  per l’immagine del movimento, dimostrando che in Lega Nord, specie in Piemonte, non esiste alcun cerchio magico che si divide le poltrone, ma regna la democrazia, e non esiste una casta di padroni del partito, come ci accusano ingiustamente molti media;  dimostrando che in Lega Nord, non esiste, come altrove, una casta di cadregari, di professionisti della politica, senza arte né parte, che nella vita civile sarebbero dei falliti, e devono pertanto vivere solo di politica, professionisti della poltrona, con tutte le conseguenti incrostazioni, ramificazioni e tentacoli da piovra;  dimostrando che l’opera di rinnovamento e pulizia, iniziata da Maroni in Lombardia, ma mai affrontata in talune altre regioni, va avanti ovunque;  dimostrando che la Lega Nord è quella delle origini, che permette a tutti di fare delle esperienze di alto livello, e poi li fa ritornare nella vita civile per trasmettere queste esperienze a tutta la militanza; per il risultato elettorale, riportando la Lega, ormai scomparsa dalla visibilità, al centro del dibattito politico, migliorando i nostri sondaggi elettorali, offuscati dal protagonismo altrui; scompaginando le carte del gioco politico nazionale, proponendo con un “colpo di teatro”, un’immagine nuova, fresca e democratica del partito ingiustamente accusato di leninismo e di gestione del potere in mano ad un gruppo di potere».

 

PARI OPPORTUNITA’ – Da qui l’esigenza di convocare le consultazioni «in cui tutti i militanti del partito, dal più famoso all’ultimo sconosciuto, si possano candidare, con pari dignità, scegliendo un solo collegio elettorale, quello dove sono attivi; in cui ogni militante possa votare esprimendo una sola preferenza, bloccando le cordate ed il voto di scambio; il cui esito elettorale, dal primo all’ultimo posto, sia vincolante, senza alcun diritto, da parte di qualsiasi organo interno, di qualsiasi livello, di modificarle o di calare dall’alto qualsiasi mammasantissima, che noi non abbiamo, ma neppure accettiamo più».

 

LEGA AGONIZZANTE - «Lancio questa proposta perché: dopo 18 anni in Lega Nord, non voglio vederla morire per estinzione elettorale o ancora peggio perché soffocata dagli scandali economici e dai pochi eventuali tenaci cadregari, professionisti della politica; è questo il mio terzo passo di un’iniziativa politica che ha avuto questo iter:  primo passo, come allora dirigente cittadino e provinciale torinese, nella primavera del 2012, con una lettera aperta, alla dirigenza, ho chiesto di vedere i bilanci di mia competenza, i criteri di nomine,  incarichi, assunzioni e consulenze e l’attuazione di iniziative di rinnovamento, trasparenza e pulizia per il rilancio della Lega Nord locale. Lettera che ha provocato l’immediata richiesta di mia espulsione, (strano espellere chi chiedeva pulizia in un momento in cui il movimento era travolto dagli scandali!!!!!), espulsione poi rientrata nel giro di pochissimo tempo; secondo passo: mi sono candidato come delegato al congresso federale del luglio 2012, a Milano, ed ho avuto l’onore di essere stato il delegato di gran lunga più votato nella provincia di Torino, segno che il mio è un idem sentire di molti militanti; terzo passo, in rappresentanza dei molti che mi hanno votato, chiedo ufficialmente le primarie, almeno nella mia nazione, il Piemonte». Ora la parola alla direzione nazionale del 3 gennaio, che per Roberto Cota, forse per la prima volta, non saranno una pura formalità.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    19:11 Sabato 29 Dicembre 2012 Punto a capo Povero illuso

    La Lega è un partito fintamente popolare. Altro che primarie! E smettetela di parlare del Piemonte come la vostra nazione, fate ridere. Il Piemonte é una Regione dell'Italia e dell'Italia ha purtroppo tutti i difetti, né piú né meno che il Lazio o la Sicilia.

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