In calo evasione e lavoro nero
13:28 Sabato 19 Ottobre 2024Diminuisce il peso dell'economia sommersa. Secondo i dati del Mef, nel 2021 è scesa a 82,4 miliardi, di cui 72 riconducibili alle entrate tributarie e 10,4 ai contributi. Unica regione in controtendenza il Molise. In Piemonte 12,8 miliardi "non dichiarati"
Ad eccezione del Molise, è diminuita in tutte le regioni d’Italia la dimensione dell’economia “non osservata”, meglio nota come “sommersa”, costituita dai redditi non dichiarati, dal lavoro nero e irregolare. A rilevarlo è l’ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia) sulla base degli ultimi dati disponibili riferiti al 2021, che a livello nazionale toccano i 201,6 miliardi di euro, con una incidenza percentuale sul Pil del 10,1%, contro i 195 del 2019, che incidevano sul Pil per il 10,8%. L’illegalità è al top in Calabria per propensione e in Lombardia per impatto. A livello regionale, in valore assoluto, le contrazioni più importanti hanno riguardato il Lazio con -2,2 miliardi di euro, la Lombardia -1,9 miliardi, la Campania con -1 miliardo e la Toscana con -943 milioni di euro.
L’impatto più elevato dell’economia non osservata si registra in Lombardia con 31,3 miliardi di euro. Seguono il Lazio con 20,9, la Campania con 18, il Veneto con 15, l’Emilia-Romagna con 14,8 e il Piemonte (12,8 miliardi). Diversamente, se si prende come parametro di riferimento l’incidenza percentuale di questa piaga sociale ed economica sul valore aggiunto regionale (praticamente il Pil), la realtà più interessata è la Calabria con il 19,2 per cento. Seguono Campania con il 18, Puglia (17,6), Sicilia (17,3), Sardegna e Molise entrambe con il 16,3. In Piemonte è al 10.3

Anche la stima dell’evasione fiscale, intesa questa volta come imposte tasse e contributi non pagati, è in calo. Secondo il Mef nel 2021 (ultimo dato disponibile) l’evasione tributaria e contributiva presente in Italia è scesa a 82,4 miliardi di euro, di cui 72 riconducibili alle entrate tributarie e 10,4 ai contributi. Va segnalato che il dato complessivo rispetto al 2019 è diminuito di ben 17,8 miliardi (-17,8 per cento). Compliance, fatturazione elettronica, split payment e reverse charge garantiscono più gettito. E per contrastare maggiormente l’evasione secondo la Cgia bisogna continuare nella diminuzione del carico fiscale complessivo ed essere inflessibili con chi è completamente sconosciuto al fisco. “Nel frattempo, riteniamo che per ridurre l’infedeltà fiscale e allinearci agli standard dei paesi europei meno interessati da questo fenomeno sia auspicabile mettere a punto in tempi rapidi un fisco meno aggressivo, più semplice, più trasparente e più equo, premiando chi produce, chi crea occupazione e genera ricchezza. Garantendo, allo stesso tempo, un gettito sufficiente a far funzionare la macchina dello Stato e per aiutare chi si trova in difficoltà”.



