MONTAGNA

Canoni idrici, Lega in trincea per il Vco: "Pronti all'ostruzionismo contro i tagli"

È bastata la voce di una possibile riduzione dei trasferimenti per far scattare l'allarme. Sondrio e Belluno prendono il cento per cento dei proventi, il Verbano si ferma al 60. Preioni: "Nessuna ulteriore riduzione, quei soldi ci spettano"

La voce si è diffusa nelle ultime ore e tra le fila della Lega è scattato subito l’allarme. La Regione Piemonte ha intenzione di tagliare i canoni idrici nel Vco e la piccola provincia è già sul piede di guerra. Dopo una battaglia durata trent’anni, nella scorsa legislatura l’allora capogruppo della Lega Alberto Preioni era riuscito a far passare – quasi all’unanimità – una legge ad hoc con cui la Regione garantisce al Vco il 60 percento dei 16 milioni di canoni idrici ottenuti attraverso le concessioni degli impianti. L’anno scorso sono stati versati nelle casse della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola 9,5 milioni cui si aggiungono 4 milioni legati alla specificità montana di quel territorio così remoto e impervio. Ora la Regione pare intenzionata a rivedere quelle cifre, dal momento che l’assessore Andrea Tronzano è alle prese con un bilancio tutt’altro che semplice. L’ex capogruppo Preioni, oggi sottosegretario di Alberto Cirio, alza le barricate: “Siamo pronti a centinaia di emendamenti ostruzionistici – dice – per difendere una battaglia che è storica per la Lega e che abbiamo condiviso con il nostro segretario Riccardo Molinari”. Insomma, niente tagli anche perché oltre il Ticino ci sono province come Sondrio e Belluno che da Lombardia e Veneto ottengono il cento per cento dei canoni idrici, dunque se le attuali condizioni devono essere ritoccate si faccia verso l’alto. Non è un caso che da quelle parti c’è già chi rievoca il referendum con cui la Lega ha tentato di far passare il Vco sotto l’ombrello della Lombardia: la maggioranza si espresse per il sì, ma non ottenne il quorum. Segno comunque di un malessere strisciante.

La Provincia del Vco negli ultimi mesi sta tornando a respirare da un punto di vista finanziario dopo essere stata costretta a tagli ingenti per evitare il dissesto. I dipendenti sono passati da 200 a 80 circa e quelle risorse dei canoni sono fondamentali per non sprofondare di nuovo. La preoccupazione è trasversale: “Così il Vco rischia di perdere risorse essenziali per sviluppo e servizi” dice Vittoria Nallo, capogruppo di Italia Viva, stesso partito del senatore di Vogogna, nel Vco, Enrico Borghi. “Questi fondi – aggiunge Nallo – sono garantiti grazie a una misura introdotta dal governo Renzi, che aveva riconosciuto il Vco, Belluno e Sondrio come province interamente montane, assicurando loro il ristorno dei canoni idrici. Belluno e Sondrio ricevono la totalità dei canoni, mentre al Vco viene destinato il 60 percento. È dovere della Regione assicurare che anche il Vco riceva i fondi che gli spettano, nel rispetto della legge e delle esigenze del territorio”.

print_icon