Concorso per medici: "Contattatemi".
L'invito del consulente dell'assessore
Stefano Rizzi 07:00 Martedì 12 Novembre 2024
Succede in Piemonte. A bando aperto il primario rivolge un sibillino appello ai concorrenti per tre posti nel suo reparto. Lo spettro della turbativa induce il direttore dell'Asl a rivolgersi all'ufficio legale. Ipotesi annullamento. L'autore del post, il cardiologo Nardi, è il più stretto collaboratore di Riboldi
“Contattatemi se interessati”. Diciamolo subito: è a dir poco inusuale vedere un primario, o come si dice adesso direttore di struttura complessa, che si rivolge agli aspiranti medici da assumere nel suo reparto quasi fosse il titolare o il dirigente di un’azienda, privata però. Invece è successo. Federico Nardi, direttore della cardiologia del Santo Spirito di Casale Monferrato, nonché direttore del dipartimento medico dell’Asl Alessandria, ha scritto proprio così in un suo post su Facebook dove pubblica anche il bando di concorso pubblico con cui l’azienda sanitaria spera di assumere tre medici per il reparto da lui diretto. E proprio il fatto che quell’inusuale invito a contattarlo sia concomitante con il bando riaperto lo scorso 11 ottobre dopo essere andato deserto in passato e chiuso ieri, ha suscitato più di una perplessità e posto più di un interrogativo.
A riprova dei dubbi circa l’opportunità, financo la regolarità, di un’iniziativa come quella assunta in prima persona dal professionista ci sono le iniziative in corso assunte dai vertici dell’Asl da cui Nardi dipende. Il direttore generale Luigi Vercellino conferma di aver chiesto all’ufficio legale dell’azienda di valutare i fatti e verificare se ci siano elementi tali da comportare provvedimenti, senza escludere addirittura l’annullamento del bando. Il rischio che viene paventato è quello della turbativa.
Di tutt’altro avviso l’autore dell’inedita operazione che potrebbe ricondursi come egli stesso spiega a una sorta di marketing, insomma all’indubbia necessità di attrarre quanto più possibile medici negli ospedali del Piemonte e, in questo caso, nell’azienda sanitaria alessandrina. “Il mio intento' era ed è quello che far conoscere cosa si fa in un ospedale come quello di Casale Monferrato, quali sono le apparecchiature, i turni dei personale, le attività del reparto” sostiene Nardi nel colloquio con lo Spiffero. “La mia disponibilità espressa con quel post era per mettermi a disposizione per spiegare la nostra realtà ospedaliera a chi fosse interessato, nulla di più. E soprattutto nessun altro intento”. Una scelta quella di utilizzare il social, ancorché a bando aperto, che Nardi non solo rivendica, ma che ribadisce “sarei pronto a rifare”.
Ma Nardi non è solo, si fa per dire, un primario e un capo dipartimento. È il principale e più ascoltato consigliere dell’assessore. Ancora prima che Federico Riboldi s’insediasse sulla poltrona più pesante ma anche potenzialmente più scomoda della giunta di Alberto Cirio, vestendo i panni consigliati da un armocromista peggio di quello di Elly Schlein di soi-disant “capo politico della sanità piemontese”, Nardi già preannunciava il suo ruolo al fianco dell’assessore. Un ruolo che finirà ben presto, anzi fin da subito, di debordare agli occhi di chi è abituato a vederne di cotte e di crude tra corsie d’ospedale e corridoi della politica. La stessa formalizzazione della sua consulenza sarà un parto difficile, concluso ma non risolto con una consulenza presso Azienda Sanitaria Zero e un incarico di coordinatore di un gruppo di lavoro sulla rete ospedaliera.
Contravvenendo alla regola non scritta ma sempre valida che vuole i consiglieri più potenti quanto meno si mostrano, lo stimato professionista in rampa di lancio per presiedere la Società italiana di cardiologia e il Fratello d’Italia un po’ troppo spesso “fascio tutto io” possono già riempire un album con le loro foto dentro e fuori il grattacielo, con l’effetto gita scolastica. Uno stile, anche questo, mai visto prima pure laddove se ne sono viste di tutti i colori.
Chi ha scritto quell’invito sul post con la foto del bando, insomma, non è un pur apprezzato primario come tanti altri. È la figura, quasi l’ombra, cui l’assessore ha deciso di affidare un compito, sia pure assai poco definito (e questo è già un problema), palesemente di rilievo. Non fa mistero Riboldi, di apprezzarne doti professionali e qualità umane, in primis una generosità e una disponibilità, forse talvolta eccessiva. Inevitabile, quindi, che se l’inusuale appello ai potenziali concorrenti per i posti banditi dall’Asl avrà conseguenze queste non potranno che riverberarsi pesantemente anche su di lui. E se solo, si fa per dire, si trattasse di un inciampo, sarebbe il primo per l’assessore. Senza neppure aver mosso un passo. O forse per aver corso troppo presto.



