'Ndrangheta: processo Carminius finisce alla Corte europea

Finisce alla Corte europea dei diritti dell'Uomo uno dei più grandi processi di 'ndrangheta celebrati in Piemonte. Il legale di uno degli imputati del caso Carminius ha presentato un ricorso, che è già stato giudicato "ricevibile" dalle toghe di Strasburgo, in materia di misure di prevenzione. L'interessato è Antonino Buono, 66 anni, definito 'il re dei videopoker' di Carmagnola (Torino), che fu assolto e scarcerato dopo il processo di primo grado e, il 23 luglio 2023, condannato in appello a 13 anni e sei mesi di reclusione. La sentenza non è ancora irrevocabile: nelle prossime settimane, anzi, è prevista la pronuncia della Cassazione. Accanto al processo penale, però, si è svolto il procedimento patrimoniale, che è terminato nel novembre del 2023 con la confisca (eseguita) di beni mobili e immobili nella disponibilità dell'imputato: secondo quanto si è appreso si parla di denaro per oltre 100 mila euro e di una casa. Il difensore di Buono è l'avvocato torinese Cosimo Palumbo, che fra l'altro è il responsabile nazionale dell'Osservatorio sulle misure di patrimoniali e di prevenzione dell'Ucpi. La questione si inserisce nel solco di una vicenda al vaglio della Corte da alcuni anni dopo il ricorso dei componenti della famiglia Cavallotti, assolti in via definitiva da un'accusa di mafia ma nel frattempo colpiti da un provvedimento di confisca dei beni.

 

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