DIRITTI & ROVESCI

Disonorevole Delmastro, "via dal Governo"

Dopo la "segnalazione" giunta all'Ordine degli avvocati di Biella, anche le Camere penali di Piemonte e Valle d'Aosta chiedono provvedimenti contro il sottosegretario alla Giustizia. Il suo "autoerotismo" giustizialista incompatibile con il ruolo ricoperto

Andrea Delmastro «ha disonorato, non per la prima volta, il ruolo che ricopre e la professione che pure ha svolto con parole che non possono appartenere a un rappresentante del Governo. La volontà di far comprendere alla collettività come “noi incalziamo chi sta dietro quel vetro oscurato. Come noi non lasciamo respirare chi sta dietro quel vetro oscurato”, riferendosi ai detenuti trasportati sopra un mezzo blindato di avveniristica generazione, è propria di un’idea della pena come vendetta che non può appartenere a uno Stato liberale».

Dopo la “segnalazione” inoltrata nei giorni scorsi all’Ordine degli avvocati di Biella, presso cui il politico è iscritto, dal noto legale milanese Davide Steccanella, a censurare le parole pronunciare dal sottosegretario alla Giustizia sono oggi le Camere Penali del Piemonte Occidentale e Valle d’Aosta, di Alessandria, di Novara, di Verbania e di Vercelli. In una lettera inviata a senatori e deputati piemontesi e valdostani, i penalisti prendono le distanze dal loro collega che alla presentazione di una nuova auto per il trasporto di detenuti al regime del 41 bis e di alta sicurezza aveva espresso “intima gioia” per il trattamento cui vengono sottoposti i detenuti durante le trasferte: “L'idea di veder sfilare questo potente mezzo, che dà prestigio, con il Gruppo operativo mobile sopra, e far sapere ai cittadini chi sta dietro a quel vetro oscurato, come noi sappiamo trattare chi sta dietro quel vetro oscurato, come noi incalziamo chi sta dietro quel vetro oscurato, come noi non lasciamo respirare chi sta dietro quel vetro oscurato, è per il sottoscritto una intima gioia”, ha dichiarato Delmastro dal palco, alludendo appunto alle persone carcerate. In quello che è apparso quasi come un atto di autoerotismo, di intimo godimento e soddisfazione per quelle parole pronunciate con tanta leggerezza.

«La manifestazione di “intima gioia” che il sottosegretario prova per l’idea che il detenuto venga incalzato e non lasciato respirare dietro un vetro oscurato, dove evidentemente tutto può accadere, non è soltanto una sgrammaticatura istituzionale, ma l’espressione di un approccio limitativo della libertà personale che non può appartenere ad una società democratica, le cui linee guida sono tracciate dalla nostra Carta Costituzionale», continua la lettera. «Non si può dimenticare che proprio nel nostro Distretto di Corte d’Appello sono pendenti processi per ipotesi di torture nei confronti di persone detenute, fatti che dimostrano, al di là del profilo dell’accertamento processuale, come la situazione nelle carceri rivesta caratteri di estrema delicatezza, che non abbisogna certo di prese di posizioni che paiono legittimare comportamenti anche illeciti, come il non lasciar respirare chi si trova dietro un vetro oscurato», conclude la lettera in cui si chiedono «azioni opportune per revocare ogni incarico all’interno del Ministero della Giustizia a Delmastro Delle Vedove».